Sudan – Al fine di favorire i negoziati di pace tra il Governo sudanese ed il Movimento/Armata Popolare di Liberazione del Sudan, la Commissione Europea ha deciso di stanziare 1,5 milioni di Euro per i costi di funzionamento del Segretariato per la Pace dell’Igad, l’Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo composta da Gibouti, Eritrea, Kenya, Somalia, Sudan e Uganda, con sede a Nairobi. Il fondo europeo contribuirà all’organizzazione di colloqui di pace nei prossimi sei mesi, nonchè alla “gestione del meccanismo internazionale di osservazione del cessate il fuoco” (che precede la prevista missione internazionale di mantenimento della pace). Zimbabwe – 15 milioni di Euro a favore dei “gruppi vulnerabili” dello Zimbabwe. Secondo il Commissario europeo allo sviluppo Poul Nielson, la decisione dell’Esecutivo di stanziare tale somma è dettata dal fatto che “nel corso degli ultimi anni si è potuto constatare un peggioramento drammatico delle condizioni di vita di milioni di Zimbabwesi”, causato da un “deterioramento della situazione politica, economica e sociale” del Paese, malgrado i circa 40 Meuro messi a disposizione dalla sola Ue a partire dal 2001. Per tentare di “sanare” la grave crisi – che colpisce oltre 3 milioni di persone in condizione di assoluta indigenza – la Commissione intende utilizzare i fondi della cooperazione allo sviluppo per combattere la malnutrizione, costruire infrastrutture di irrigazione e di depurazione dell’acqua, ammodernare l’agricoltura, lottare contro l’Aids e la carenza sanitaria generale. Ciad – Etiopia – Madagascar – La Commissione Europea ha adottato la settimana scorsa tre programmi di aiuto umanitario per il Ciad (4 milioni di Euro), l’Etiopia (1 milione) ed il Madagascar (2 milioni). I fondi, la cui gestione compete all’Ufficio Umanitario dell’Unione (Echo), finanzieranno progetti per l’accesso all’acqua potabile, alle installazioni ed alle cure sanitarie, nonchè per schemi di sostegno alimentare e nutrizionale nel tentativo di aumentare l’aspettativa di vita di popolazioni che registrano i più alti tassi di mortalità infantile al mondo.