ecumenismo" "
Valori ed etica al centro ” “di un incontro delle Chiese ” “cristiane europee” “
Si è svolta a Tallin(Estonia), dal 15 al 18 aprile la riunione annuale dei segretari generali dei consigli nazionali delle Chiese. Sono organismi ecumenici presenti nella maggior parte dei paesi Europei. A Tallin erano rappresentati una quindicina di Consigli e l’incontro è sempre “ospitato” dal Kek/Cec, la Conferenza delle Chiese europee. (Servizio da Tallin a cura di Sarah Numico) L’etica, un ambito in cui lavorare insieme. Al centro dei lavori il tema dei valori e dell’etica. Secondo le indagini dell’Istituto di ricerca della Chiesa luterana finlandese, risulta che il 25% degli europei si definisce “active believer”, vale a dire frequenta regolarmente una Chiesa mentre solo il 19% si identifica come “non-religioso”. Alla luce di questi dati, emerge spiega il finlandese Kimmo Kaariainen che è la religiosità, e non l’insegnamento delle Chiese, ad influire sulla moralità privata, mentre su quella pubblica non sembrano saper incidere né le Chiese, né l’ispirazione religiosa. Di fatto è proprio sui temi della morale – e di quella sessuale, in particolare – che le Chiese europee sono oggi divise: omosessualità e aborto sono i temi più delicati, sui quali al momento non si trova accordo. Secondo i delegati presenti, uno dei compiti più urgenti per il movimento ecumenico è creare uno spazio di discussione e di approfondimento sulle controversie etiche. Lo richiede il cammino ecumenico, ma lo richiedono anche la società, che si attende dalle Chiese una posizione chiara, e le istituzioni della nuova Europa che cercano nelle chiese un partner unico e non diviso al suo interno. Ciò che va evitato, ha affermato Keith Clements, segretario generale della Kek, è una falsa opposizione tra tradizione e liberalismo: “il valore portato dalla tradizione deve sempre e continuamente essere rifondato e in questo è necessario il metodo di libera indagine su ciò che è la verità”. Da uno dei gruppi di lavoro è emerso anche l’invito a identificare quali siano i valori propriamente cristiani e a farne emergere le loro radici uniche, come testimonianza per la società. Ecumenismo, tra fatica e riconfigurazione. Termini ricorrenti dell’incontro estone sono stati inoltre “fatica ecumenica” e “riconfigurazione del movimento ecumenico”. “Diverse chiese stanno vivendo un ‘ripiegamento identitario’ – ha detto Inneke Bekker, segretaria del Consiglio delle Chiese olandese – e questo pesa molto, soprattutto quando è la Chiesa cattolica, che è sempre stata attiva protagonista del dialogo ecumenico in Olanda, a richiudersi”. Ma la fatica è anche legata al fatto che si percepisce una perdita dell’orientamento, una mancanza di obiettivi precisi e fini raggiungibili per il cammino ecumenico. Forse è anche per questo che diverse strutture hanno iniziato a ripensarsi: a livello mondiale, l’ex-segretario generale del Consiglio Mondiale delle Chiese Conrad Reiser aveva aperto questo cammino nel 2002; a livello di regione europea la Conferenza delle Chiese (Kek) ha messo in piedi in questi mesi un gruppo di lavoro ad hoc che dovrà elaborare un documento di analisi e di proposte per la prossima riunione del Comitato centrale. Ma anche singoli paesi, nel nord dell’Europa, hanno iniziato ad alleggerire, modificare o addirittura eliminare alcune strutture (Inghilterra, Danimarca, Norvegia…). “L’esigenza è ha spiegato Silvya Raulo, responsabile ad interim per la regione europea presso il Wcc di creare strutture più dinamiche e meno costose, di ripensare lo statuto di queste realtà delle Chiese, di adattarsi a una nuova situazione mondiale post-guerra fredda, di essere più aperti alla dimensione interreligiosa e alla diakonia”. Eppure, si va avanti. Ma nonostante questo “disorientamento” e i problemi finanziari che preoccupano numerosi consigli, dai rapporti delle attività emerge comunque un impegno costante per l’ecumenismo. La Charta oecumenica continua ad essere per molti paesi una “colonna vertebrale” per le proprie iniziative. La Svezia e la Germania si sono concentrate su iniziative in ambito interreligioso, l’Olanda, la Slovacchia, l’Austria hanno privilegiato l’impegno politico, sociale e il contributo alla costruzione europea. La Charta continuerà ad essere anche un riferimento fondamentale per la Terza assemblea ecumenica europea “Cristo, luce del futuro. Identità cristiana e il suo contributo nell’Europa contemporanea” del 2007.