i 10 del primo maggio (9)" "
Nei due Paesi baltici le speranze ” “si alternano ai timori” “
Il primo maggio l’Estonia e la Lettonia, insieme ad altri 8 paesi, entreranno in Europa. Terminiamo con questi due paesi il “viaggio” che SirEuropa ha fatto tra i nuovi Stati membri in Unione, chiedendo ai rappresentanti delle Chiese con quali umori la gente sta vivendo questo appuntamento. (Nei numeri precedenti, Cipro, Polonia, Malta, Slovenia, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Lituania). Un segnale di cambiamento. La speranza di un futuro economico migliore ma anche il forte timore per l’aumento dei prezzi. Sono questi i due stati d’animo più diffusi in Estonia in questi giorni di vigilia al 1°maggio. A descriverli è Eerik Joks, segretario generale aggiunto del consiglio ecumenico delle Chiese (Kek/Cec). Le Chiese dell’Estonia dice guardano con preoccupazione l’Europa occidentale perché la ritengono “molto liberale in ambito morale, rispetto all’Estonia, dove vige una comprensione molto conservativa della morale”. Diverso invece l’approccio dei giovani che guardano all’ingresso in Europa con “tante attese”. Le possibilità di scambi culturali ed economici saranno molto maggiori, anche se per il medio estone pesa soprattutto la paura dell’aumento dei prezzi. “Il referendum sull’accesso all’Ue era stato molto positivo: alla base di questo entusiasmo c’era soprattutto il bisogno di sopravvivere senza ricadere sotto l’influenza russa, mentre per una minoranza l’ingresso nell’Ue era sinonimo di passaggio da un’unione (quella sovietica) a un’altra. Ma l’entrata nella Nato è stata molto significativa per noi: è stato il segnale che qualcosa di importante era cambiato nella storia dell’Estonia”. Ringo Ringvee, giovane funzionario del dipartimento per gli affari religiosi del ministero degli interni, precisa che la data del 1° maggio è stata preparata “da lungo tempo”, anche attraverso la revisione, voluta giustamente dall’Ue, di alcune leggi nell’ambito dei diritti umani (contro la discriminazione, l’abolizione della pena di morte…). Ma adesso la preoccupazione più diffusa è quella dell’aumento dei prezzi e del costo della vita. Così si spiega il fatto che sia partita la corsa agli acquisti di scorte, soprattutto nelle campagne: c’è chi ha acquistato molto zucchero e sale”. Scheda. L’Estonia ha 1 milione e 400 mila abitanti, concentrati soprattutto a Tallin e Tartu. La prima chiesa del Paese è quella Evangelica Luterana (con circa 180 mila fedeli). I cattolici sono 5 mila, meno dell’1% della popolazione, raggruppati in 7 parrocchie. La responsabilità pastorale è affidata al Nunzio dei Paesi baltici, Peter Zurbriggen, 13 sacerdoti e 25 religiosi/e. Oltre 10 le denominazioni cristiane principali. C’è tanto da fare. “C’è tanto da fare” prima che la Lettonia possa veramente dirsi paese europeo. Lo dice suor Silvya Krivteza, responsabile per i programmi in lingua lettone di Radio Vaticana. “In attesa di questo grande evento spiega – i politici pensano soprattutto al futuro del paese nell’Europa unita e veramente devono pensare tanto e in fretta perché c’è tanto da lavoro da fare. Bisogna, per esempio, procedere all’approvazione di oltre 30 progetti di legge per adeguare la legislazione del paese all’Europa. Ci sono moltissimi problemi economici, politici e sociali da risolvere perché in Lettonia si vivono forti tensioni sociali, ci sono tante persone che vivono nella povertà e senza lavoro. C’è poi da attuare la riforma dell’educazione. Entrando in Europa, rimane una domanda aperta: ci si chiede se il paese sia in grado di risolvere tutti questi problemi e di risolverli in fretta. Ma ci sono anche grandi speranza, almeno per i suoi figli più giovani. Purtroppo però la gente avverte anche sentimenti di paura, dubbi e incertezze. La gente è preoccupata soprattutto per il possibile aumento dei prezzi, il cosiddetto euro-choc che si è vissuto negli altri paesi dell’Unione al momento del passaggio dalla moneta nazionale all’Euro”. Scheda. Lettonia è un paese molto piccolo: conta due milioni e 600 mila abitanti di cui soltanto il 15% è cattolico, il 16 % luterani e l’8% ortodossi. Il resto della popolazione si dichiara atea. I cattolici sono ripartiti in 4 diocesi e 280 parrocchie. La guida della chiesa cattolica è affidata a 4 vescovi, 150 sacerdoti e oltre 100 religiosi e religiose.