Italia: il "sogno" di un vescovo” “

“Sogno di piantare davanti alla cattedrale un grande giardino, dove voi giovani possiate radunarvi la sera. Dove ragazzi e ragazze di culture diverse possano ospitare la differenza come un dono e una responsabilità. Dove voi giovani, assieme agli adulti, agli anziani e ai bambini della città, possiate realizzare progetti di giustizia, di bellezza, di fraternità”. È questo il “sogno” di mons. Flavio Roberto Carraro, vescovo di Verona che in occasione della Pasqua ha scritto una lettera ai giovani. Nella missiva il vescovo si ispira all’episodio evangelico dei discepoli di Emmaus, che la sera di Pasqua si allontanavano da Gerusalemme per raggiungere la periferia. “Accettare di camminare insieme – scrive – vuol dire imparare ad ospitare le proprie reciproche differenze. Accettare di andare verso la periferia è prendere le distanze da se’ come centro esclusivo della verità e trovare nell’altro, nella relazione e nell’incontro lo spazio dove la Verità si rivela”. Poi, mons. Carraro apre un’altra pagina del Vangelo in cui Giovanni racconta della sua corsa verso il sepolcro insieme a Pietro. Giovanni, più giovane, arriva prima, ma si ferma ad aspettare Pietro perché vuole che lui entri prima. “E come Giovanni tu vuoi che sia io il primo ad entrare. Perché mia è la responsabilità di confermarti in questo cammino di fede e di speranza. Io Vescovo e tu giovane di questa Chiesa. Discepoli dello stesso e unico Maestro. Insieme abbiamo creduto perché insieme abbiamo accettato il rischio di scendere verso la periferia, di discutere, di porci domande di senso, di invocare, di stupirci, di correre verso la resurrezione, la vita”.