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Finalmente si va oltre” “

Il ritorno del Paese in Europa, forse già nel 2007, ” “sarà una vera festa ” “

“Un grande evento, che segna per noi il ritorno a una storia non più subita, ma liberamente creata”. Stefan Delureanu , autorevole voce cattolica rumena, definisce così il “grande passo” dell’allargamento dell’Unione verso Est. Storico dell’Università di Bucarest, studioso del Risorgimento a livello continentale, grande esperto della figura di Giuseppe Mazzini (patriota italiano che tra i primi prefigurò un’Europa unita), Delureanu – intervistato da Gianni Borsa, inviato del Sir – si è occupato anche della storia e dei collegamenti transnazionali fra i partiti di ispirazione cristiana. Il prossimo 1° maggio l’Ue allargherà i suoi confini ad altri 10 Stati. È un “naturale completamento” della storia e della geografia del continente? “Direi che in questo modo torna all’Europa quella sua metà che le era stata sottratta dopo la seconda guerra mondiale. Finalmente si va oltre l’accettazione di un continente diviso in due e ci si incammina verso l’edificazione di una sola Europa. Dopo il collasso del comunismo e la disgregazione sovietica, l’Unione si ripropone ai quei popoli diventati, loro malgrado, prigionieri. Ecco perché dico che ora anche noi avremo la possibilità di essere protagonisti della storia”. L’Unione potrà comprendere altri Paesi (Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia…) oppure esistono “confini” storici, culturali, religiosi ? “L’integrazione europea comprenderà tra alcuni anni anche altri Paesi dell’area sud-orientale del continente, mentre a mio avviso Stati come la Russia, la Bielorussia e l’Ucraina, oggi definibili politicamente come una non-Europa, difficilmente potranno soddisfare i criteri necessari per l’ingresso nell’Ue. La Russia, inoltre, non appartiene per intero all’Europa geografica e una sua forma di associazione all’Unione dovrà essere attentamente valutata. La Turchia stessa è Europa solo fino al Bosforo e ai Dardanelli; l’Asia minore era ben più europea nell’antichità e nel medioevo. Integrare un Paese islamico nell’Unione potrebbe richiedere una decisione molto delicata”. La Romania ha avviato trattative per aderire all’Unione. Quali sono le attese dei rumeni nei confronti dell’Unione europea? “La Romania ha avviato da anni, assieme alla Bulgaria, trattative per aderire all’Ue, ma la via per i rumeni verso Bruxelles e Strasburgo è irta di ostacoli. Non ci si può dimenticare come essa sia stato l’ultimo Paese dell’Europa centro-orientale a disfarsi delle antiche strutture di potere, e ciò è avvenuto con un processo violento. È stata altresì l’ultima nazione a chiedere l’adesione al Consiglio d’Europa e l’ultima ad esservi ammessa, essendo il procedimento di ammissione anche un mezzo di pressione per agevolare le trasformazioni interne. In effetti le critiche formulate di recente dagli organismo europei verso la Romania sono diverse e piuttosto gravi…”. Quali sono le questioni più spinose? Quali le osservazioni che sono state mosse alla Romania in vista dell’adesione? “Le osservazioni riguardano le riforme economiche, la mancata riforma della giustizia, alcuni problemi di funzionamento dell’amministrazione centrale e periferica, l’inosservanza della libertà di stampa. Per tali ragioni a livello di Commissione e di Parlamento negli ultimi tempi qualche voce aveva addirittura chiesto l’interruzione dei negoziati in corso. Ma va detto che tra la gente oramai si registra un consenso diffuso verso l’adesione all’Unione. Questo spirito, che attraversa la popolazione, deve però trasformarsi in passi concreti e in riforme. Sono convinto che i rumeni siano in grado di farcela, mentre a livello governativo si stenta ad adoperarsi in questa direzione”. Crede che l’adesione della Romania e della Bulgaria all’Unione possa avvenire entro il 2007, come prospettato da tempo? “Il 2007 è per i rumeni un grande traguardo e, al contempo, una scommessa. Una scommessa con noi stessi e con la storia. Per vincerla, bisognerà rimboccarsi ancora le maniche ed ‘europeizzare’ la politica, con sforzi convergenti verso l’obiettivo dell’adesione all’Ue. A quel punto per noi sarà davvero un grande risultato, una vera festa per il ritorno alla famiglia europea. E spero che quel giorno diventi una festa anche per gli altri Paesi e per i popoli dell’Unione dei Venticinque”.