Evitare il “turismo giuridico”: è uno degli obiettivi dell’accordo tra Parlamento e Consiglio sulla direttiva in materia di responsabilità ambientale. Le norme, che entreranno in vigore entro la fine dell’anno (mentre la legislazione nazionale di attuazione dovrà essere adottata entro tre anni), prevedono una più puntuale applicazione del principio “chi inquina paga”. I costi delle operazioni di riparazione del danno ambientale saranno a carico dell’impresa – o di ogni altro operatore – responsabile. Qualora non fosse possibile determinare l’autore del danno, le autorità competenti potranno adottare esse stesse le misure necessarie per porvi rimedio La legislazione sulla responsabilità ambientale sarà così armonizzata in tutta l’Unione, in modo che le società e gli altri operatori debbano rispettare in tutti i Paesi le stesse norme in merito alla loro responsabilità e siano dissuase dallo sfruttare i punti deboli della legislazione dei diversi Stati: il “turismo giuridico”, appunto. La nuova legislazione arriva dopo i grandi disastri ecologici degli ultimi decenni, da Seveso al Prestige, passando per l’Amoco Cadiz, l’Erika o l’incendio che ha devastato la fabbrica di Sandoz a Basilea nel 1986. Le imprese potranno mettersi al riparo dalle spese conseguenti a un danno ambientale, stipulando un’assicurazione o ricorrendo ad altre forme di garanzia finanziaria. A parte si colloca l’inquinamento petrolifero: nel 2003 è stato creato un Fondo internazionale di compensazione per coprire i danni all’ambiente dovuti al petrolio, alimentato dagli acquirenti di prodotti petroliferi e non anche dagli armatori. Il Parlamento, giudicando che questa situazione favorisca un minor spirito di responsabilità degli armatori riguardo l’ambiente, ha ottenuto che la Commissione cerchi di aumentare tale responsabilità al momento del riesame della direttiva dopo dieci anni dall’entrata in vigore.———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1286 N.ro relativo : 26 Data pubblicazione : 07/04/04