unione europea" "
Da Maastricht ad oggi, un percorso nel libro "Memorie" di Jacques Delors” “” “
“Metodo comunitario” e “triangolo istituzionale” (Commissione-Consiglio-Parlamento, ndr.) sono il vero motore dell’Unione europea. Lo ha ribadito JACQUES DELORS, già presidente della Commissione europea dal 1985 al 1994, intervenuto nei giorni scorsi ad un incontro a Roma presso la Camera dei Deputati durante il quale è stato presentato il suo volume “Memorie” che ripercorre le diverse tappe del processo di unificazione, dall’Atto unico al Trattato di Maastricht (1992). “Quali insegnamenti trarre per l’avvenire da cinquant’anni di storia europea” il tema dell’evento. “Occorre riaffermare il metodo comunitario che trascende gli interessi nazionali e il cui pilastro è il triangolo istituzionale, cui va ad aggiungersi la Corte di Giustizia per il suo ruolo di garante del rispetto del diritto comunitario” ha affermato Delors, tracciando un bilancio del cammino finora percorso e offrendo alcune indicazioni di metodo e di contenuto per il futuro. METODO COMUNITARIO. “Nel ‘triangolo’, chi continua a ‘crescere’ con la progressiva acquisizione di nuovi poteri è il Parlamento ha osservato l’ex presidente della Commissione -, ma rimane essenziale per un buon funzionamento della macchina comunitaria il tandem Commissione-Consiglio. Spetta alla Commissione far rispettare ‘le regole del gioco’ sulla base degli orientamenti generali definiti dal Consiglio europeo”. Di qui, per Delors, la necessità di “lavorare con un’agenda chiara ed essenziale, opzioni ben definite, pochi punti da dirimere”. “Ma si è chiesto all’indomani del vertice di Bruxelles del 25 e 26 marzo – finché i capi di Stato o di Governo torneranno dal Consiglio europeo nei rispettivi Paesi affermando di essere stati i vincitori o i migliori nei negoziati, come si può parlare di un’Europa unita e di un metodo comunitario credibile?”. SPIRITO EUROPEO. Tra gli altri punti trattati dall’ex presidente della Commissione, il modello economico-sociale europeo e il discusso “modello federalista di un’Europa di Stati-nazione”. Quanto al primo, “due le strade percorribili. La via dell’integrazione che richiederà certamente del tempo, e quella di chi ritiene che occorra mantenere la competizione tra gli Stati membri”. Ad avviso dello statista “se si imboccherà unicamente la strada della concorrenza, perderemo quanto acquisito negli ultimi cinquant’anni. Sarà la fine annunciata dell’Europa come la volevamo noi. Se l’Europa non sarà in grado di creare un modello di sviluppo sostenibile e di coesione sociale avremo perduto la nostra scommessa”. Per Delors il modello economico deve fondarsi su tre principi: “la concorrenza che stimola, la cooperazione che rafforza e la solidarietà che unisce”. “Di fronte ad una globalizzazione che sgomenta ha proseguito c’è bisogno di un forte senso di appartenenza alla nazione Europa e, al tempo stesso, alla propria; quando parlo di Europa come federazione di Stati-nazione intendo sottolineare l’importanza di non svilire la dimensione nazionale all’interno di uno spazio politico e civico” da creare “nel pieno rispetto del diritto, ma, soprattutto, attraverso il rilancio dello spirito europeo che non può esservi senza volontà politica, pragmatismo e cuore”. COSTITUZIONE. Sull’importanza di una rapida approvazione della nuova costituzione per la crescita anche economica dell’Europa, si è soffermato il commissario Ue alla Concorrenza MARIO MONTI. “L’Europa ha osservato in epoca recente si è mostrata deludente in diversi ambiti; anche in campo economico. Tuttavia occorre ricordare che è un ‘Paese’ che ha fatto la riforma strutturale più grande mettendo in opera in pochi anni il mercato unico, la moneta unica, l’allargamento e speriamo presto la costituzione”. Auspicabile l’approvazione del nuovo trattato in tempi brevi, anche “per una maggiore competitività e crescita dell’economia” ha proseguito Monti, convinto che “la costituzione renderà il processo decisionale un po’ meno lento e pesante” e ciò “avrà effetti positivi sulle imprese”. Rievocando il fallimento del vertice di Bruxelles dello scorso mese di dicembre e “le spinte dell’asse franco-tedesco nella pretesa di mostrare la strada”, “occorre superare ogni divisione ha ammonito il commissario -, e comunque in questo momento non vedo né nella Francia, né nella Germania, la capacità propulsiva di motore europeo che hanno avuto in passato”.