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Con i vescovi d’Europa a Santiago de Compostela dal 17 al 23 aprile” “” “
Un simbolo della coesione europea e dell’identità cristiana, un modo per celebrare l’allargamento ad Est dell’Unione europea. Questo sarà il senso del pellegrinaggio “Sulla strada della speranza” a Santiago di Compostela, in Spagna, che i vescovi di tutta Europa compieranno dal 17 al 21 aprile prossimo, per poi ritrovarsi nei giorni successivi (21-23 aprile) nel congresso intitolato “Unione europea: speranza e responsabilità letture teologiche del futuro dell’Europa unita”. Entrambi gli eventi sono organizzati dalla Comece , la Commissione degli episcopati della Comunità europea. Ecco la storia e il significato del “Cammino di Santiago”. “Verso la tomba del “figlio del tuono”. Lo storico percorso chiamato “Il cammino di Santiago” arriva alla tomba del “figlio del tuono”, il soprannome che Gesù dette al suo apostolo Giacomo (Santiago in spagnolo). La consuetudine di percorrere a piedi o a cavallo uno dei quattro percorsi che portano a Santiago di Compostela, dove è la tomba dell’apostolo, è iniziata nella prima metà del X secolo. Era un periodo in cui l’Europa sentiva minacciata la propria identità cristiana dall’avanzata dell’Islam in Spagna e Francia, per cui i fedeli inventarono questa forma di pellegrinaggio per rafforzare la propria fede. Durante il Rinascimento e il periodo della Riforma il pellegrinaggio verso Santiago fu sottoposto ad attacchi e critiche, ma negli anni recenti è stato riscoperto in tutti i suoi significati e tradizioni. Dai 1285 pellegrini che nel 1985 sono arrivati a piedi o in bicicletta a Santiago (tramite i 775 km del più famoso Camino francès da Saint Jean-Pied-de-Port o negli altri tre cammini del Nord della Spagna, della via della Plata o dal Portogallo) si è arrivati fino ai 154.613 dell’Anno Santo 1999 ai 74.614 del 2003. “Colui che va a Santiago”. La dicitura “pellegrino” significa per antonomasia “colui che va a Santiago”, mentre “palmieri” sono chiamati i fedeli che si recano in Terra Santa e “romei” quelli che vanno a Roma. Prima di partire il pellegrino riceve di solito la benedizione divina (“Ricevi questo bordone, che ti sia di sostegno nella marcia e nella fatica…”, deve premunirsi di lettera “credenziale” scritta dalla parrocchia, associazione o gruppo ecclesiale per essere accolto in uno dei tanti “hospitaleros” nei Paesi lungo il cammino. Qui può dormire, solitamente gratis o lasciando un piccolo contributo, aiutando anche per i servizi della casa. La durata del Camino francès è a piedi di 25 giornate, in bicicletta di 12 giorni. Arrivati alla cattedrale dove è la tomba dell’apostolo i pellegrini ricevono la “Compostela”, rilasciata però solo a chi percorre almeno gli ultimi 100 chilometri a piedi o a cavallo e gli ultimi 200 in bicicletta. Molti turisti o fedeli visitano infatti in automobile i Paesi di Jaca, Pamplona, Calahorra-La Calzada-Logroño, Burgos, Palencia, Leòn, Astorga, Lugo prima di arrivare a Santiago. Alla meta i pellegrini possono gustare le suggestioni di quell’atmosfera mistica, resa famosa anche dal “butafumeiro”, il grande incensiere che oscilla all’interno della cattedrale. La città beneficia anche del privilegio singolare delle indulgenze, accordate per la prima volta nel 1122. Si possono ottenere ogni anno in cui il 25 luglio, festa di San Giacomo, cade di domenica. Come succederà anche in quest’anno giubilare.