Lituania, apostolato dei laici” “

“Un gigante che sonnecchia all’interno della Chiesa”. Con questa immagine il presidente del Consiglio dell’apostolato dei laici, mons. Jonas Kauneckas, ha presentato l’attuale situazione del laicato in Lituania dove “prima della seconda guerra mondiale l’80% dei fedeli faceva parte di diverse organizzazioni cattoliche, a fronte dell’1% di oggi”. Durante la riunione del Consiglio, tenutasi nei giorni scorsi a Kaunas, il presidente ha espresso l’auspicio che esso “possa svolgere il ruolo di un informale gruppo di lavoro che elabora iniziative” da sottoporre ai vescovi stessi. Istruzione e promozione della vita delle comunità cristiane: queste le priorità indicate dal presule. Intanto, sempre in Lituania, l’arcivescovo di Vilnius, card. Audrys J. Backis, ha annunciato “l’Anno giubilare del patrono della Lituania San Casimiro” (1458-1484) in occasione della celebrazione liturgica della memoria del giovane santo (4 marzo), figlio del re di Polonia e Lituania e morto non ancora ventiseienne. Alla cerimonia più significativa, in programma per il 9 maggio, è attesa una rappresentanza della Santa Sede. L’anno giubilare, che si concluderà il prossimo 21 novembre, festività di Cristo Re, è stato proclamato in occasione del 400° anniversario dell’arrivo solenne a Vilnius della breve con cui papa Leone X certificava nel 1521 il culto di San Casimiro. È l’unico santo di nazionalità lituana, ed è stato dichiarato da Urbano VIII patrono del Paese, e nel 1948 da Pio XII “speciale patrono dei giovani della Lituania”. Richiamando lo stile di vita del principe, “improntato a povertà evangelica contro le tentazioni della ricchezza e degli onori”, il card. Backis ha ricordato che “gli spazi che si vanno aprendo nell’Unione europea potrebbero suggerire nuove vie che allontanano da Cristo. Essi ci sfidano a vivere la nostra fede con consapevolezza sempre maggiore”.