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Il Commissario alla concorrenza: "L’Ue può svolgere nel mondo ” “un ruolo di primo piano"” “
Prima le Torri Gemelle, poi l’Iraq, ora Madrid. La sfida del terrorismo e delle armi alla pace e alla democrazia cambia l’agenda dei lavori del Consiglio europeo che si riunisce a Bruxelles il 25 e 26 marzo. Le questioni economiche (strategia di Lisbona) e istituzionali (stesura del Trattato costituzionale) cedono il passo alla lotta congiunta alla violenza senza confini. Alla vigilia del summit Ue anche il commissario alla concorrenza, l’italiano Mario Monti , lancia l’allarme: “Occorre muoversi assieme su diversi fronti. Complessivamente direi che la globalizzazione deve essere governata attraverso la politica e l’Unione può svolgere un ruolo di primo piano”.“Governare la globalizzazione”. “La globalizzazione dice Monti presenta molti aspetti positivi, ma anche tanti possibili pericoli. Proprio in questi giorni, ad esempio, dobbiamo prendere le contromisure necessarie per combattere la violenza dei terroristi, che causa morte, tragedie e minaccia la pace”. In tale processo “l’Unione è avvantaggiata, anche rispetto agli Stati Uniti. In primo luogo perché vantiamo un patrimonio di valori prezioso”.La politica in primo piano. Queste potenzialità, avverte però l’economista, “rischiano di rimanere inespresse se non si procede con maggior coraggio sulla via dell’integrazione europea”. Fra i campi indicati in cui occorre proseguire figurano il commercio estero, la concorrenza, la moneta e le finanze pubbliche. “In questi giorni aggiunge il commissario l’urgenza è però rappresentata dalla sicurezza e dalla politica estera, in cui si evidenzia la necessità di agire all’unisono e di parlare con una sola voce”. Monti pone dunque in primo piano la politica, pur senza trascurare alcuni pericoli ad essa collegati, a partire dal “centralismo” e degli “eccessi di burocrazia”. “Noi siamo alla vigilia del grande allargamento, il quale rappresenta un successo della politica spiega il commissario -. Ma dobbiamo stare attenti a non esagerare, a non imporre nulla. I dieci nuovi membri dell’Unione sono emersi di recente da un sistema in cui le decisioni venivano assunte a Mosca; ora non accetterebbero di cadere sotto le imposizioni di Bruxelles!”. “Superare l’impasse, approvare la Costituzione”. Monti non risparmia altre battute sull’attualità: “Qualcuno sostiene che l’Europa monetaria schiaccia o sovrasta la politica. Non è vero: la stessa moneta unica è una grande conquista della politica, cioè dell’intenzione di affrontare i problemi al giusto livello. Oggi nessuno Stato è in grado di fare da sé sul piano della politica estera, in tanti settori della giustizia e della sicurezza, sul versante demografico e delle migrazioni; allo stesso modo dobbiamo trovare strette forme di collaborazione e di integrazione in campo economico e finanziario. Anche questa è politica”. Eppure l’ impasse registrato nel processo di costituzionalizzazione è sotto gli occhi di tutti? “Sì, è vero. A Bruxelles a metà dicembre abbiamo registrato un fallimento. Eppure il lavoro svolto dalla Convenzione e dalla Conferenza intergovernativa rimane. Molti nodi sono già stati sciolti”.