federalismo" "

Modelli a confronto” “

L’organizzazione territoriale ” “del settore pubblico in Europa” ” nel rapporto di ‘Reforme'” “

“Federalismo 2004. Aspetti quantitativi e confronto con le esperienze europee” è il rapporto curato da Reforme, associazione promossa da studiosi e professionisti presso l’Istituto di ricerca ‘Ref’ – Ricerche per l’economia e la finanza di cui proponiamo una sintesi. Per Informazioni: reforme@ref-online.it “L’articolazione dei livelli di governo nei principali Paesi europei – spiega il rapporto si conforma oggi a quattro principali modelli: del federalismo politico; del decentramento fiscale; olandese e nordico; britannico”. IL FEDERALISMO POLITICO è il modello di Austria, Germania e Belgio. “In Austria la Costituzione attribuisce pari dignità al Bund federale e ai nove Lander, le cui competenze sono generali. In Germania la struttura federale appare ancora più rafforzata: oltre a statuti autonomi e alla generalità tendenziale di competenze, sono previsti per i Lander un sistema decentrato di Corti costituzionali e una Camera nazionale (Bundesrat). Il federalismo belga è più recente ed è conseguenza della contrapposizione e dei conflitti tra i differenti gruppi etnico-linguistici del paese. Un lungo processo di adattamento costituzionale ha condotto, nel 1993, ad un sistema in cui stato federale, comunità (etnico-linguistiche) e regioni (livelli intermedi di governo), sono dotati di pari dignità istituzionale, ma dovrebbero di principio svolgere funzioni differenti, costituzionalmente predefinite”. MODELLO DEI PAESI DECENTRATI. È il modello applicato in Francia, Spagna e “tuttora di fatto in Italia, in attesa degli sviluppi della riforma del Titolo V della Costituzione”. In Francia, dove vigeva il primato del potere centrale sulle ventidue autorità regionali “la riforma costituzionale del 2003, che sancisce l’organizzazione decentralizzata della Repubblica ha mutato la ripartizione tra i diversi livelli istituzionali ed accresciuto il ruolo degli enti territoriali relativamente al governo centrale”. “La Costituzione spagnola post-franchista del 1978 – infine – ha introdotto il livello intermedio delle ‘Comunità autonome’, che sono rappresentate anche nel Senato nazionale” e a loro favore è stato completato “nel 2002 il decentramento della sanità e di settori del welfare state”. MODELLO OLANDESE E NORDICO. È il modello che si applica “sia pure con differenze non marginali, a Danimarca, Finlandia, Olanda e Svezia. La caratteristica, dovuta forse anche alla dimensione limitata e alle specificità di configurazione geografica dei Paesi nordici, è l’assenza delle Regioni come enti di governo. Si ha tuttavia la contropartita di una notevole estensione delle funzioni dei governi locali e della loro autonomia decisionale. Di rilievo, infine, è lo sviluppo di agenzie funzionali in Olanda, volto a superare l’inefficienza connessa con il mantenimento di autorità locali di ridotta dimensione. L’integrazione tra federalismo politico e ‘funzionale’ è una rilevante tendenza recente, intesa a conciliare efficienza e autonomia politica”. MODELLO BRITANNICO. Tradizionalmente si tratta di un aggregato fortemente centralista ma recentemente sono emerse tendenze a un maggior decentramento. Anche in questo caso c’è una notevole estensione del decentramente funzionale con la proliferazione di ‘authorities’ di settore”. AUTODETERMINAZIONE, EFFICIENZA, SOLIDARIETA’. “Le iniziative nei principali Paesi europei – afferma il rapporto – riflettono l’obiettivo di aumentare il grado di autodeterminazione delle collettività decentrate ed accrescere l’efficienza del settore pubblico. Tali iniziative, oltre che ad incidere sugli assetti istituzionali (Regno Unito e Francia), intendono ridisegnare l’assegnazione delle competenze tra i diversi livelli di governo (Spagna, Francia) e le modalità di finanziamento (Spagna, Francia e Germania). In alcuni Paesi le riforme sono tuttora in discussione (Regno Unito, Svizzera), senza che sia possibile prevederne gli esiti. Altri Paesi le hanno attuate nell’ultimo biennio; tra questi hanno un particolare interesse per il caso italiano le riforme compiute in Spagna (2002-2003), Francia (2003) e Germania (2002)”. In Germania “la ripartizione delle competenze tra Bund – governo centrale – e Lander non è messa in discussione ma la ricerca di un diverso mix tra obiettivi solidaristici tra i territori ed efficientistici ha trovato soluzione in un sistema di perequazione che non compensa più interamente, come in passato, le differenze tra i Lander”. Il Regno Unito, infine, “malgrado la recente devolution di poteri legislativi ed esecutivi ai governi di Scozia, Galles e Irlanda del Nord, resta uno dei Paesi più centralizzati in Europa”. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1282 N.ro relativo : 22 Data pubblicazione : 24/03/04