Immigrazione di lavoratori dell’est europeo” “

L’imminente allargamento ad Est dell’Unione europea provoca in molti governi europei il timore di una “invasione” di lavoratori, al punto che non pochi paesi stanno approntando misure restrittive – seppur teoricamente transitorie – volte appunto a limitare l’ingresso di cittadini dei nuovi Stati membri. A riguardo, la Commissione è sempre stata dell’avviso che un tale allarme sia ingiustificato, basandosi soprattutto sulle esperienze dei precedenti allargamenti a Paesi “poveri” come la Grecia nel 1981 e la Spagna e il Portogallo nel 1992. Romano Prodi, Presidente dell’Esecutivo, ha preannunciato un appello ai Capi di Stato e di Governo nel corso del prossimo Vertice di Bruxelles di fine marzo, allo scopo di “non drammatizzare la situazione e prendere le misure temporanee per limitare la circolazione dei lavoratori solo sulla base dei fatti, non di timori infondati”. Secondo le stime di Bruxelles, a partire dall’estensione ai nuovi Membri della piena libertà di circolazione, il numero di immigrati dell’Est verso gli attuali Quindici non dovrebbe superare le 300 mila unità annue e comunque calare drasticamente nel giro di pochi anni.