La stampa tedesca dedica ampio spazio all’accordo raggiunto in Iraq per la Costituzione provvisoria. “ Era ora“, commenta Dietrich Alexander della Frankfurter Rundschau (8/3). “ Proprio dopo gli attentati contro gli sciiti di una settimana fa, è così importante che nell’Iraq finora non regolato dal diritto vi sia un segno di speranza e di progresso democratico. La costituzione ne è simbolo. Fissa leggi scritte contro il terrorismo arbitrario. Dà alla gente la sensazione che nel suo Paese, in un futuro non troppo lontano una legislazione moderna prenderà il posto della mania dittatoriale“. Sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung (9/3) si legge: “ I prossimi mesi mostreranno se quest’ordine transitorio possa veramente vivere e funzionare. Da ciò dipenderà anche la capacità di impedire, fino ad annientare del tutto, gli atti di violenza dei nemici militanti di un nuovo Iraq, che attaccano sempre più la popolazione. La situazione in Iraq è tutt’altro che rosea“. “ L’illusione del benessere” è il titolo del primo episodio di una serie di articoli che il settimanale Der Spiegel (8/3) dedica alla Germania e i suoi problemi. Occupandosi dello stato sociale, Gabor Steingart scrive: “ Il dibattito sulle riforme ha abbandonato gli ambienti elitari. I tedeschi percepiscono quasi ogni giorno che il modello Germania, che costituiva finora il loro maggior motivo di orgoglio, non va. Proprio il modo di vivere in modo disciplinato, di lavorare diligentemente, di far politica in modo prevedibile, lodato a livello internazionale, è prossimo a scomparire nella nebbia della storia. È irritante. Ma quel che non è chiaro, è quel che verrà dopo“. “Milioni di ricercatori sfidano il governo” ( Le Monde, 10/3), “I ricercatori trovano il sostegno della Francia” ( La Croix, 9/3) …Sono solo alcuni titoli che dimostrano come l'”emergenza università” sia un tema molto sentito dall’opinione pubblica francese, nel momento in cui misure governative annunciano “tagli” in un settore così nevralgico per le attuali e le future generazioni. Le Monde, nell’edizione dell’11/3, apre con l’appello dei ricercatori al presidente Chirac, in cui chiedono alla massima autorità francese di “fare della ricerca una priorità” del suo mandato; intanto, più di 2000 responsabili di laboratorio si sono dimessi dalle loro funzioni amministrative, e il Cnr d’oltralpe ha presentato un progetto di riforma del sistema pubblico. “Parlare ai ricercatori”, è il titolo dell’editoriale nelle pagine interne, in cui si sottolinea la necessità di “smettere di fare dei ricercatori le vittime di una politica liberale drasticamente rivolta alla riduzione dei posti da funzionario. I francesi, come attesta un recente sondaggio pubblicato da La Croix, amano la ‘ricerca’. Di fronte al rifiuto che ha lasciato costituirsi, il governo deve apportare risposte concrete, oltre le promesse avanzate per il 2010”. La Croix del 9/3 dedica proprio l’apertura al sondaggio commissionato in esclusiva dal quotidiano cattolico, e dal quale risulta che “la maggioranza schiacciante dei francesi (82%) esprime sostegno o simpatia al movimento dei ricercatori”. “Nelle loro difficoltà è il commento di Bruno Frappat i ricercatori hanno almeno trovato qualcosa: l’appoggio dell’opinione pubblica…Vincere la battaglia di opinione è sempre un obiettivo essenziale delle categorie, quando si lanciano in un conflitto. E’ il primo fronte. Si tratta di evitare la chiusura nell’incontro faccia a faccia con i responsabili, che si tratti del governo, nel caso dei dipendenti dello Stato, o dei sindacati, nel caso degli impiegati nel settore privato”. Dal voto italiano sul “prolungamento” della missione in Iraq fino a fine giugno si occupa, invece, Marco Tarquinio ( Avvenire, 11/3), secondo il quale “il comune denominatore è e resta la dichiarata volontà di rimanere in Iraq per creare ‘prima possibile’ un contesto favorevole alla piena restituzione di quel complesso Paese all’autogoverno e, in ogni caso, per far sì che la gestione del processo di transizione venga rapidamente ricondotta all’Onu”. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1279 N.ro relativo : 19 Data pubblicazione : 12/03/2004