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I cervelli e le stelle” “

La ricerca spaziale al servizio anche della medicina” “” “

E’ un momento d’oro per l’Esa, Agenzia spaziale europea, che si sta confermando tra i grandi protagonisti della ricerca per conoscere i segreti del cielo stellato e dell’Universo. E mentre si spengono i riflettori puntati su Kourou, il cosmodromo europeo situato nella Guiana francese, per il lancio della sonda Rosetta, l’astrofisica Margherita Hack conferma al grande pubblico quanto gli esperti sapevano: cioè che la presenza dell’acqua su Marte, sbandierata dalla Nasa nei giorni scorsi, era già stata evidenziata da Mars Express, altra sonda prodotta dai “cervelli” dell’Esa. Un viaggio di dieci anni fra le stelle. Come la stele di Rosetta permise di svelare i segreti dell’alfabeto geroglifico, contribuendo a far conoscere la civiltà egizia, così la sonda Rosetta aiuterà a penetrare i fitti misteri all’origine del nostro Sistema solare. È stata lanciata martedì 2 marzo con un razzo Ariane5G dallo spazioporto di Kourou – dopo due tentativi falliti la settimana precedente – la sonda realizzata dall’Agenzia spaziale europea. Ha preso così avvio un viaggio di dieci anni e diversi miliardi di chilometri verso la cometa Churyumov-Gerasimenko, per realizzare l’impresa, la prima nella storia delle esplorazioni spaziali, di rilasciare un lander su una cometa alla ricerca di elementi per comprendere la nascita del Sole, delle stelle, dei pianeti, della Terra e della Luna. Nel 2014 Rosetta e il lander Philae incontreranno e studieranno la cometa a 675 milioni di chilometri dal Sole. Grande soddisfazione è stata espressa da Jean Jacques Dordain, direttore generale dell’Esa: “Ora dobbiamo essere pazienti, perché il rendez vous avverrà tra dieci anni, ma credo che varrà la pena di attendere questo tempo”. Dal canto suo il commissario europeo alla ricerca, Philippe Busquin, ha affermato che questa missione “dimostra ciò che l’Europa sa fare in campo spaziale. E con l’imminente integrazione del razzo russo Soyuz, taglieremo un altro traguardo verso l’acquisizione dello statuto di potenza spaziale di livello mondiale”. Un consorzio di 15 paesi e centri in tutta Europa. Non esistendo ancora un missile capace di recapitare direttamente la navicella a destinazione, Rosetta ha ora di fronte cinque anni di orbite attorno alla Terra e a Marte: quindi, sfruttando l’impulso gravitazionale fornitole dai due pianeti, partirà per la destinazione finale. Rosetta “sarà la prima sonda a raggiungere e orbitare intorno a una cometa – spiegano gli scienziati Esa -, per rilasciare su di essa un piccolo robot, che si arpionerà a quel nucleo ghiacciato per analizzarlo”. La scelta della cometa Churyumov-Gerasimenko risale a un anno fa, dopo un primo fallimento del lancio, fissato a gennaio 2003, per problemi insorti nel razzo vettore. Avendo posticipato la missione, l’Esa ha dovuto anche cambiare “bersaglio”. Ma la missione di Rosetta segna un risultato di particolare importanza per l’Esa, agenzia cui aderiscono 15 paesi, molti dei quali membri all’Ue: la sonda, realizzata grazie alla collaborazione dei centri dislocati in Germania, Paesi Bassi, Belgio e Italia e diretti dalla sede di Parigi, sarà dunque la prima a raggiungere una cometa. Ricerca al servizio della fisica, della medicina e dell’economia. L’intento principale è quello di proseguire le indagini sul Sistema solare. I dati raccolti e i test effettuati sui materiali impiegati nella missione, consentiranno però di approfondire le ricerche nel settore spaziale, ma anche in campo fisico e chimico. Occorre infatti ricordare che l’Esa fornisce preziosi elementi scientifici applicati alla medicina, alla metereologia, all’economia. In particolare “lo studio della cometa Churyumov-Gerasimenko – spiegano i ricercatori Esa – permetterà agli scienziati di osservare molto da vicino un corpo celeste risalente a quattro miliardi e mezzo di anni fa, quando i pianeti del Sistema solare ancora non si erano formati e quando attorno alla stella orbitavano moltissimi asteroidi e comete. Philae analizzerà la composizione della cometa e ne rivelerà le proprietà elettro-magnetiche”. L’Esa, che occupa duemila persone, la metà dei quali ricercatori, si pone diversi obiettivi “statutari”: cura l’elaborazione e l’attuazione del programma spaziale europeo “e i suoi progetti – spiegano dalla sede parigina – sono volti a migliorare le nostre conoscenze sulla Terra, l’ambiente spaziale, il sistema solare e l’Universo, ma anche a sviluppare tecnologie basate sull’utilizzo di satelliti e promuovere il ruolo delle industrie europee”. L’Esa “con le sue ricerche migliora la scienza medica, visto che molte delle scoperte che hanno migliorato e allungato la nostra vita derivano dalla ricerca spaziale. L’ultima acquisizione riguarda la lotta contro i tumori”.———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1278 N.ro relativo : 18 Data pubblicazione : 10/03/04