I 10 DEL 1° MAGGIO (3)" "

Malta, un evento storico” “” “

Nella rassegna degli Stati che il 1° maggio faranno ingresso nell’Unione europea, questa settimana è la volta di Malta che, dopo un percorso lungo e accidentato iniziato nel 1970 con il Trattato di associazione, arriva al traguardo europeo con numerose aspettative. Significativo l’impegno della Chiesa. Già presentate Cipro (Sir n.14/2004) e Polonia (Sir n.15/2004). “L’IMPEGNO DELLA CHIESA. “L’ingresso di Malta nell’Unione europea insieme ad altri nove Stati costituisce un evento storico di grande portata per il Paese, come pure un contributo alla ‘europeizzazione’, ossia alla riunificazione pacifica dell’Europa dopo secoli di conflitti e divisioni”. E’ quanto afferma don VANNI XUEREB, presidente della Commissione Chiesa in Malta e l’Unione europea, richiamando le parole di Giovanni Paolo II, “Insieme a tutti gli uomini di buona volontà, i cristiani sono chiamati a costruire un’autentica casa comune, e non solo un edificio economico-finanziario”. “L’adesione – prosegue don Xueber – rappresenta per il popolo maltese un’opportunità di adempiere alla propria vocazione di contribuire all’unità spirituale del Vecchio continente offrendo il proprio tesoro di fede e di valori cristiani”. “La Chiesa di Malta e Gozo – afferma ancora don Xuereb – è impegnata attivamente con i politici, i lavoratori, i sindacati e la società civile per trarre il massimo beneficio dall’adesione del Paese alla Ue. Innanzitutto quale coscienza della nazione nell’importante contributo che questa è chiamata a fornire nella costruzione della casa comune europea, quindi intensificando la collaborazione con le Chiese cattoliche e le altre denominazioni cristiane degli Stati dell’Unione. Una celebrazione interconfessionale in programma nella concattedrale di San Giovanni a Valletta per il prossimo 9 maggio annuncerà questo aspetto che l’ingresso di Malta nell’Unione europea può rappresentare”. “Preghiamo per l’aiuto e la benedizione di Dio – conclude il sacerdote – mentre stiamo per inaugurare questo nuovo capitolo della storia della nostra nazione”. CONSENSO GENERALE. “Il percorso verso l’entrata di Malta nell’Ue non è stato né facile, né breve – chiarisce il portavoce della Chiesa locale, CHARLES BUTTIGIEG -. Nel Paese vi erano al riguardo diverse opinioni. Tra la richiesta formale d’adesione (1990) e l’inizio dei negoziati vi è stato un periodo (1996-1998) di ‘congelamento’ del processo durante il quale il Governo ha cercato una soluzione differente all’approccio con l’Ue. I detrattori dell’adesione all’Unione europea sostengono che non tutte le direttive e le regole dell’Unione sarebbero applicabili e vantaggiose per Malta; chi, invece, si dice favorevole all’ingresso del Paese in Europa ritiene impensabile un accordo che possa prevedere soltanto vantaggi senza richiedere sacrifici”. Per di più, sempre secondo i sostenitori di Malta nell’Ue, prosegue Buttigieg, “l’adesione darà la possibilità al Paese di partecipare direttamente alle decisioni che riguarderanno gli Stati membri, sperando così di limitare i sacrifici e accrescere I benefici”. Tra le aspettative nei confronti dell’adesione, la speranza “che l’ingresso in Europa garantirà un futuro migliore al Paese in termini di benessere, opportunità’ di lavoro, maggiori possibilità per i giovani nel campo dell’istruzione, oltre ad un miglioramento nella cura dell’ambiente. I contrari all’adesione sostengono invece che le attuali difficoltà del Paese, come ad esempio la crescita del livello di disoccupazione, sono una prova della fondatezza dei loro timori”. “Ad oggi, – conclude tuttavia il portavoce – è riscontrabile nei cittadini un consenso generale. I maltesi sono infatti convinti di doversi impegnare al fine di ottenere i maggiori benefici da questa unione, facendo il possibile per limitare gli effetti negativi che potrebbero derivarne”.