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“Un anno di speranze e dolori per l’arcivescovo”. Così il Servizio di informazione della Comunione anglicana ha titolato un servizio dedicato al primo anniversario di Rowan Williams come arcivescovo di Canterbury. Era infatti il 27 febbraio quando fu celebrata la cerimonia di insediamento. Rispondendo ad una intervista, Williams ha ripercorso le tappe più importanti ed impegnative di questo primo anno, in particolare le polemiche scoppiate in seguito alla nomina di un vescovo apertamente gay negli Stati Uniti. Williams ha detto che “il livello delle aspettative nei suoi confronti era molto molto alto”. Nell’intervista l’arcivescovo ricorda anche l’udienza avuta in ottobre con il Papa. È stato chiesto a Williams: “Crede che il papa abbia rinunciato alle speranze di unità tra anglicani e cattolici dopo la nomina di un vescovo gay negli Stati Uniti?”. “Non penso ha risposto l’arcivescovo che il Papa abbia rinunciato. E non penso che a Roma qualcuno abbia rinunciato. Sicuramente, si tratta di riconoscere in modo onesto che sono seri problemi, non c’è dubbio. Ma nessuna porta chiusa, nessuna”. Parlando dell’incontro con il Papa, Williams ha detto che “è stato molto commovente incontrare qualcuno che vive l’esperienza cristiana con tanta profondità e che ha vissuto il nazismo e il comunismo. Certo ha aggiunto come anglicano non credo automaticamente ad ogni cosa dice il papa ma l’altezza della sua cristianità e la sua grandezza umana è innegabile”. Intanto, con una celebrazione, si è aperta a Canterbury il 1° marzo la sessione annuale del Comitato permanente che fino al 4 marzo riunirà i primati della Comunione anglicana nel mondo e i membri del Consiglio consultivo. Il Comitato ha il compito di decidere la programmazione dell’anno. Con un comunicato, l’arcivescovo della Nigeria Peter Akinola, dove vivono 17 milioni di fedeli anglicani, ha annunciato la sua decisione di non partecipare alla riunione a causa della presenza di rappresentanti della Chiesa episcopaliana degli Stati Uniti, che ha autorizzato la consacrazione del primo vescovo gay. Accuse anche dal Primate dell’Africa centrale, l’arcivescovo Bernard Malango, che tuttavia parteciperà ai lavori. Diversa la posizione dell’ex arcivescovo di Cape Town Desmond Tutu che, la scorsa settimana ha dichiarato che “la comunione anglicana deve accettare chiunque, senza tenere conto della loro sessualità”. Prosegue il lavoro della “Lambeth Commission”, presieduta dal Primate irlandese Robin Eames, alla quale l’Arcivescovo di Canterbury ha dato l’incarico di trovare una soluzione alle divisioni in materia di omosessualità.