Le tasse? “Sono un segno della nostra solidarietà verso gli altri”. Quindi, pagarle è “un dovere morale”. Parola dei vescovi inglesi che al pagamento delle tasse hanno dedicato un libretto di 40 pagine dal titolo “Tasse per il bene comune”. Il testo scritto dal dipartimento “Responsabilità cristiana e cittadinanza” della Conferenza episcopale inglese è stato presentato lunedì 23 febbraio a Londra. Nella prefazione al libro, l’arcivescovo Peter Smith che presiede il suddetto dipartimento, ammette che il tema è sempre stato al centro del dibattito pubblico. “Che cosa può aggiungere la Chiesa in merito? “Ciò che manca alle discussioni sulle tasse risponde mons. Smith è la consapevolezza di cosa le tasse rappresentano in termini di impegno condiviso come cittadini nel costruire una società a servizio del bene comune”. In questo contesto, il documento della Chiesa cattolica inglese si pone alcuni interrogativi: “si possono accettare di pagare tasse per alimentare politiche che sono contrarie alla nostra coscienza come i servizi per la interruzioni volontaria di gravidanza o per la produzione di armi nucleari? Esistono forme di tassazioni immorali?”. Il documento cerca inoltre di sfatare il mito secondo il quale i servizi pubblici sostenuti dai contributi dei cittadini sono “settori-parassiti” della società e l’idea che “il privato guadagna solo per pagare le tasse”. I vescovi chiedono di riflettere su quanto le tasse permettono di fare “per il benessere della società, in termini di salute, educazione, ordine sociale…” e ricordano al governo l’obbligo di “difendere gli interessi dei poveri e dei più svantaggiati”.