i 10 del 1° maggio (2)" "
Corsa contro il tempo” “per entrare unita nell’Ue” “” “
Proseguiamo con la rassegna degli Stati che dal prossimo 1° maggio entreranno a far parte dell’Unione europea. Questa settimana parliamo dell’isola di Cipro che rischia di arrivare all’appuntamento europeo divisa. Sono note, infatti, le vicende storiche (vedi scheda in fondo) che hanno portato alla divisione dell’isola nella zona sotto influenza turca e sotto influenza greca. La frontiera fra le due Cipro, chiamata “linea verde”, è sorvegliata da trent’anni da un contingente di più di mille soldati dell’Onu, che costano 45 milioni di euro all’anno. Cipro è la terza isola del Mediterraneo, dopo Sicilia e Sardegna. Ed è anche l’unica di una certa grandezza, in questo mare, ad appartenere all’Asia. Se i colloqui tra le due delegazioni presso le Nazioni Unite, in corso ormai dal 2002, ed entrati nel vivo in questi ultimi giorni, non daranno i risultati sperati, a far parte dell’Ue sarà solo la zona greco-cipriota. (Già pubblicata, Polonia Sir n.14/2004). Divisi alla meta? “In Europa divisi? Spero proprio di no!”. Padre Umberto Barato, vicario apostolico di Nicosia, capitale cipriota, è sicuro “Cipro deve entrare unita. L’isola lo è sempre stata. Dall’ingresso in Europa l’isola non potrà che acquistare e non credo nemmeno che perderà la propria identità. Anzi questa entrata amplierà i confini e aiuterà a superare ogni divisione e rilanciare ideali di tolleranza”. La tolleranza, il vero punto debole della gente dell’isola. “Viviamo in una terra dove le parole del Cristo, “amate i vostri nemici” hanno avuto poca eco spiega il vicario -. Qui si insegna ai bambini, in famiglia, nelle scuole, ad odiare e disprezzare. Purtroppo in molti strati della popolazione vive ancora l’idea che i turchi siano dei veri e propri barbari. Ed anche da parte turca si ha un’idea simile. È terribile. Il nostro impegno come Chiesa cattolica è riavvicinare le due parti. Finché, infatti, nell’animo della popolazione resterà questa mentalità ci sarà sempre inimicizia e rancore”. Il contributo dell’isola. Cosa ha da offrire Cipro all’Europa? “Forse la sua posizione geografica, così vicina alla Turchia, ad Israele, alla Siria e all’Egitto. L’Europa con Cipro avvicina i suoi confini all’Asia, ai Luoghi Santi, diventa un ponte che lega terre e culture diverse”, aggiunge padre Barato che tuttavia avverte: “nella popolazione almeno adesso non si percepisce una particolare emozione per l’ingresso nell’Ue. Devo dire che sono veramente pochi quelli contrari all’Ue. Da qualche tempo si sta parlando di un referendum sull’adesione all’Ue, come è accaduto in altri Paesi. Le speranze, tuttavia, superano le difficoltà. Sono più preoccupati gli imprenditori, gli industriali che temono di non essere in grado di competere con gli standard europei”. La preghiera della Chiesa. “La Chiesa qui è soprattutto liturgia spiega il vicario – e non ha un grosso impatto sul sociale. Dunque non ci resta che la preghiera. È l’offerta della Chiesa perché l’ingresso nell’Ue sia positivo e contribuisca ad abbattere le divisioni”. Non manca, quando necessario, di dire la sua: “succede solo quando è toccata nel vivo. È capitato adesso per ricordare l’importanza della riunificazione dell’isola in occasione degli incontri tra greci e turchi a New York con Kofi Annan, il segretario delle Nazioni Unite”. Non preoccupa nemmeno la tanto temuta scristianizzazione: “non abbiamo timore di una scristianizzazione dell’isola e non sarà certo l’Europa a provocarla ma gli stessi cristiani 600 mila a fronte di 100 mila musulmani, in grande maggioranza turchi – che non mettono in pratica il Vangelo. Come Chiesa cattolica, formata in grande parte da lavoratori immigrati, preghiamo perché finisca questa divisione. E ancor più adesso che si avvicina la data del 1 maggio. Occorre trovare vie di dialogo, di tolleranza e di unione. Anche se le due comunità, greca e turca, forse resteranno divise, almeno abbattiamo il muro che le divide. Che ognuno possa muoversi e vivere liberamente. Magari conoscendoci di più e meglio sarà più facile dialogare”. Scheda Il 20 luglio 1974, in seguito al colpo di stato organizzato contro l’allora presidente Makarios dai sostenitori dell’unione dell’isola alla Grecia, le truppe turche hanno occupato la parte settentrionale dell’isola. Il 13 febbraio 1979 è stato proclamato lo Stato federato turco-cipriota che è diventato, nel 1983, la Repubblica turca di Cipro (Rtcn), mai riconosciuta dalla comunità internazionale ma solo dalla Turchia. Sono 30 mila i soldati turchi di stanza nell’isola. In vista dell’accesso di Cipro all’Unione europea, il 1° maggio del 2004, si è stabilito che se a quella data i due territori di Cipro, l’Rtcn e la Repubblica di Cipro (greca), non si saranno riuniti entrerà nell’Unione soltanto la Repubblica sovrana del Sud. Secondo dati dell’Annuario statistico della Chiesa (anno 2001) Cipro ha 783 mila abitanti, di cui 17 mila sono cattolici. Sono ripartiti in una circoscrizione ecclesiastica e 13 parrocchie. La cura pastorale è affidata ad un vescovo coadiuvato da 12 sacerdoti dal clero diocesano, 11 da quello religioso, 7 religiosi e 43 religiose. I catechisti sono 12. La Chiesa gestisce 3 scuole materne, 2 elementari e 2 tra medie e superiori.