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Slovacchia e Bulgaria verso l’Europa, tra speranze e problemi” “” “
Poco più di 5 mesi fa Giovanni Paolo II compiva la sua terza visita in Slovacchia. Sabato 14 febbraio più di 2500 pellegrini, oltre 200 sacerdoti e tutta la Conferenza episcopale slovacca, con una delegazione del Governo hanno ricambiato la visita al Pontefice. A riguardo presentiamo una breve riflessione del portavoce dei vescovi slovacchi, mons. Marian Gavenda . A fianco della Slovacchia, un Paese prossimo all’allargamento (2007), la Bulgaria nelle parole di Emanuele Patashev, segretario generale della Caritas-Bulgaria . Slovacchia. “Alla vigilia dell’ingresso della Slovacchia nell’Unione europea (1 maggio) appare sempre più chiaro come questo storico evento andrà ad orientare lo sviluppo del Paese nel campo della morale, del rispetto della persona umana, della famiglia, della cultura e delle tradizioni nazionali e locali. È in questo contesto che va letto il recente pellegrinaggio alla cattedra di Pietro, un fatto storico e profetico per la Chiesa slovacca e non solo. Calate le emozioni che hanno accompagnato la visita nel settembre 2003, questo ricordo è rimasto vivo nella Chiesa slovacca impegnata con la pastorale a fronteggiare tutte quelle tendenze che vogliono emarginare la Chiesa e i fedeli dalla vita pubblica e bloccare il dialogo tra società e Chiesa. Torna attuale, adesso, il messaggio dei Santi Cirillo e Metodio a cui il Papa ha richiamato il giorno della Festa, il 14 febbraio: “La testimonianza di questi due grandi apostoli degli slavi costituisce un forte richiamo a riscoprire le radici dell’identità europea del vostro popolo, radici che voi condividete con le altre nazioni del Continente”. Con la loro opera di annuncio e di apostolato essi legarono le terre slave alla nascente Europa occidentale. Nella storia slovacca il ritorno alla tradizione cirillometodiana è sempre stato un segno di una nuova primavera nel campo culturale e missionario. Speriamo che anche questo pellegrinaggio e il prossimo ingresso nell’Ue siano un segno di una nuova epoca”. Bulgaria. Come Paese aspirante all’ingresso nell’Ue la Bulgaria ha fatto grandi passi in avanti nello sviluppo ma, secondo gli specialisti, rimane ancora tanto cammino da fare. La Bulgaria si trova al nono posto tra i 27 Stati in via di transizione verso i processi democratici, ma secondo l’indice di sviluppo umano definito dal Programma di sviluppo dell’Onu è al 62° posto (la Croazia è al 48° e la Slovenia al 29°). Il cittadino medio bulgaro, secondo le statistiche, spende la metà del suo stipendio in alimenti e dice di essere molto preoccupato della disoccupazione, che in alcune zone della campagna arriva fino al 60%. La gente teme la rigidità del mercato di lavoro, i servizi sociali non sempre sono funzionanti, non esistono assicurazioni sociali. “Gli anziani e i bambini portatori di handicap sono i gruppi più a rischio” dice al Sir Emanuele Patashev, segretario generale della Caritas-Bulgaria. “Purtroppo il sistema sanitario funziona molto male e gli anziani si trovano isolati dalla società senza poter pagare le medicine e le cure necessarie con pensioni di 60 euro al mese” aggiunge Patashev. “L’altro gruppo a rischio sono i bambini portatori di handicap, perché durante il comunismo venivano chiusi in scuole e centri specializzati. Si cerca di reintegrarli con gli altri bambini nei centri costruiti dalla Caritas. In questo modo hanno più contatti con il mondo reale ed i coetanei”. L’altra organizzazione caritativa cattolica in Bulgaria che aiuta i poveri senza distinzioni di etnia o religione è la Crs (Catholic relief services – Servizio cattolico di aiuto reciproco), membro di Caritas Internazionalis, che ha sede presso la Conferenza episcopale americana. Questa organizzazione lavora molto in Asia, Africa, America Latina e nell’Europa Orientale ed ha come scopo principale l’educazione, “chiave della prosperità e dello sviluppo”. In questo consiste anche la collaborazione con Caritas Bulgaria. Quando la Bulgaria diventerà membro dell’Ue la Crs cesserà il suo lavoro nel Paese. All’incontro dei presidenti delle Conferenze episcopali del sud-est Europa che si svolgerà a Belgrado dal 20 al 22 febbraio sul tema “La poverta’ come sfida nuova per la Chiesa” sarà ospite anche il cardinale McCarrick, arcivescovo di Washington, presidente della Commissione per l’aiuto dell’Europa Centrale ed Orientale. Durante la sua terza visita in Bulgaria ha detto: “I Balcani sono un’area bellissima, ma è molto complicata dalla presenza dei tantissimi gruppi ed etnie che vi si trovano”. La ricetta della pace per il cardinal McCarrick è fare in modo “che tutti lavorino insieme perché dai problemi irrisolti spesso nascono le difficoltà, la violenza e la discriminazione”.