Quotidiani e periodici

La questione del “muro” israeliano in Cisgiordania, nel giorno in cui è atteso il pronunciamento della Corte internazionale di giustizia dell’Aja, attira l’attenzione dei principali quotidiani internazionali, che si interrogano sulla complessa situazione mediorientale e sul susseguirsi egli atti di violenza e degli attentati suicidi. “I palestinesi – scrive Gilles Paris su Le Monde (24/2) riassumendo le due “visioni” contrapposte del muro costruito da Israele – non contestano il principio di questa separazione, ma il suo tracciato, che si introduce profondamente in Cisgiordania fino ad inglobare le colonie israeliane”. Gli israeliani, al contrario, “assicurano che tale costruzione in corso (sono stati realizzati 180 chilometri su un totale di circa 730) non ha altro che un obiettivo di sicurezza e niente di politico”. Di fronte alle “critiche internazionali” che ha attirato il progetto del “muro” in Cisgiordania, conclude l’autore dell’articolo, “gli israeliani hanno riconosciuto le conseguenze drammatiche che esso comporta perla vita quotidiana di decine di migliaia di palestinesi (…). Sotto la pressione degli Stati Uniti, qualche correzione potrebbe essere apportate, in futuro, nel tracciato del muro”. A sottolineare come “ogni reale possibilità di un accordo politico” sul muro dipenda dagli Stati Uniti è Noam Chomsky ( Herald Tribune), secondo il quale il parere della Corte dell’Aja “potrebbe al massimo tradursi in un parere consultivo di illegalità del muro”, ma “non modificherà nulla”. Elio Maraone, su Avvenire (24/2), auspica “un intervento internazionale che spinga le parti ad abbandonare la logica dei muri, e ad aprire quel dialogo di pace che assolutamente deve portare al riconoscimento reciproco e definitivo delle due parti”. Le recenti vicende russe con lo scioglimento del governo da parte di Putin offrono diversi spunti di commento alla stampa tedesca. “ Fine delle illusioni“, titola la Frankfurter Allgemeine Zeitung (23/2). “ A dispetto di tutte le dichiarazioni di armonia , l’Ue e la Russia sono concorrenti e rivali per quanto riguarda l’organizzazione dei confini – in Ucraina, Bielorussia, Caucaso. Qui non si tratta più del lirismo della “casa europea”, ma di sicurezza, relazioni commerciali, minoranze, metano e petrolio, ambiente, quote di produzione dell’acciaio, criminalità organizzata. Per anni vi sono state occasioni sufficienti per preparare, per trattare, per accomodare. Non è stato fatto quasi niente. Ora i nodi vengono al pettine“. “ Putin si è liberato del capo del governo, che si occupava da quattro anni degli affari di ordinaria amministrazione senza però diventare il suo più stretto confidente“, scrive Karl Grobe sulla Frankfurter Rundschau (25/2), che così prosegue: “ L’argomento secondo cui la Russia ha bisogno di un leader forte è gradito agli elettori non ancora convinti. I rappresentanti e i promotori della società civile e della democrazia politica non rientrano tra questi. Ciò rivela lo stato della società russa nel 2004“. Su Die Welt (25/2), Jens Hartmann annota: “ Non è ipotizzabile un cambiamento radicale di rotta da parte del capo del Cremlino. Il progresso delle riforme per l’economia di mercato verrà dosato. Tuttavia, se un esponente della linea dura dovesse conquistare la poltrona di capo del governo, la democrazia di Russia andrà ulteriormente in rovina. L’ipotesi di un ex-agente segreto al Cremlino e di un altro sulla poltrona del premier non è molto rassicurante“. “Generosità con Rabat”. Si parla del terremoto in Marocco sull’editoriale di El Periódico ( 25/2) nel quale si legge che “la Spagna ha offerto rapidamente la sua solidarietà ed aiuto al Marocco per alleviare i gravi danni umani e materiali causati dal terremoto”. Il quotidiano aggiunge che “non poteva essere altrimenti di fronte ad un sisma nella zona del Rif, dove i vincoli con la Spagna sono storicamente numerosi e permanenti”. Anche se “i rapporti tra i due paesi” non sempre sono stati facili, “ il nostro paese non può svincolarsi dal vicino Marocco”, conclude l’editorialista. “Senza complessi né scuse, coscienti della loro misura e del loro peso specifico nell’Unione europea, Francia, Germania e Gran Bretagna hanno fatto un passo in avanti per fare il timone di una Ue in piena effervescenza”. È il commento di Ana Zarzuela su Cambio 16 (1/3), secondo la quale il Vertice di Berlino celebrato dai “tre grandi europei” il 18 febbraio non è che “la messa in scena di questa intenzione”. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1275 N.ro relativo : 15 Data pubblicazione : 27/02/04