russia " "
Nel segno della speranza la presenza del card. Kasper a Mosca” “” “
“La speranza di voltare pagina e cominciarne una nuova”. È iniziata con questa dichiarazione, rilasciata al suo arrivo a Mosca, il viaggio in Russia del card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani. Una visita che ha suscitato un vivo interesse nella popolazione e nei media, viste le difficoltà delle relazioni tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica. la vigilia. La questione della Chiesa greco-cattolica ucraina, l’accusa di proselitismo, la costituzione di nuove strutture della Chiesa cattolica in Russia voluta dalla Santa Sede. Sono i “problemi” che rendono difficili i rapporti tra cattolici e ortodossi russi. A sottolinearli in due diversi momenti è stato il Patriarcato di Mosca alla vigilia dell’arrivo in Russia del card. Kasper. La prima occasione è stata l’incontro del Patriarca Alessio II con un gruppo di giornalisti britannici che è stato fedelmente riportato sul sito ufficiale del Patriarcato. Rispondendo ad una domanda, Alessio II ha fatto il punto del dialogo tra Mosca e Roma. Ha parlato della “politica di proselitismo” portata avanti dalla Chiesa cattolica in Russia e negli altri Paesi della ex-Unione Sovietica; ha fatto riferimento all’intenzione dei greco-cattlici ucraini di “persuadere Roma a dichiarare un Patriarcato uniate in Ucraina” ed ha ricordato la decisione presa dal Vaticano di elevare a diocesi le amministrazioni apostoliche in Russia, senza avvertire prima il Patriarcato di Mosca. Parlando ai giornalisti, Alessio II ha però anche parlato delle “buone relazioni” che la Chiesa russa ha con alcune diocesi cattoliche, monasteri e centri ecumenici ed ha citato il legame personale che lo unisce ai cardinali Roger Etchegaray, Carlo Maria Martini e Basil Hume, l’arcivescovo di Westminster morto nel 1999 che ha lavorato moltissimo per l’unità dei cristiani. Il giorno dopo la pubblicazione dell’intervista, il Patriarcato ha diffuso un lungo documento sulla possibilità di stabilire un Patriarcato greco-cattolico in Ucraina nel quale vengono trascritte le risposte tutte negative – di 14 capi di Chiese ortodosse locali ad una simile ipotesi. Tra queste, quella del Patriarca di Costantinopoli, che parla di “un atto ostile a tutta l’ortodossia” e quella del primate di Alessandria che la definisce “una decisione impropria e non fraterna”. Kasper ai cattolici. Il primo intervento pubblico del card. WALTER KASPER è stata la partecipazione ad una conferenza organizzata nella cattedrale cattolica di Mosca nel corso della quale il cardinale ha chiesto al clero cattolico di fare attenzione ad ogni atteggiamento che può essere letto come missionario dagli ortodossi. “Nella misura in cui ha detto noi riconosciamo la Chiesa ortodossa vera Chiesa e i suoi sacramenti autentici, non ci può essere politica deliberata o strategia di evangelizzazione dei cristiani ortodossi”. A questo proposito, Kasper ha citato l’enciclica ecumenica “Ut unum sint” per ricordare che “questo documento rigetta ciò che la Chiesa ortodossa qualifica come uniatisimo e proselitismo”. Alla conferenza era presente anche padre ALEXANDRE MARIE PIETRZYK, membro della Commissione ecumenica della chiesa cattolica russa. “Il cardinale ha raccontato al Sir – ci ha chiesto di fare un esame di coscienza, sull’esempio di quanto ha fatto il Papa nell’anno giubilare, per chiedere perdono, come si fa nella recita del Padre nostro. Penso che i sacerdoti che lavorano qui, sono mossi da buone intenzioni. Occorre però dar loro una preparazione ecumenica più adatta, più aperta, più culturale e teologica”. Le prospettive. Ma cosa si attendono i cattolici da questa visita? “Spero risponde padre Pietrzyk – che la presenza di Kasper a Mosca possa sollevare i cattolici russi dal peso delle accuse che ricadono su di noi, dal momento in cui sono state elevate a diocesi le amministrazioni apostoliche. Anche le accuse nei confronti della Chiesa greco-cattolica di Ucraina ci provocano una pressione fortissima”. “La nostra speranza aggiunge – è che questa visita possa riavvicinare nell’amicizia ortodossi e cattolici e che possa non tanto cambiare ma almeno chiarire molti dei problemi che rendono questi rapporti così difficili”. Mons. NICOLAS VEYRVOLL, consultore del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, parla “clima ecumenico difficile”, ma ha parole di speranza. “Anche nei documenti più duri ha detto al Sir il Patriarcato di Mosca ha sempre indicato le vie per superarli”. Anche mons. Veyrvoll sottolinea l’importanza di dare alla comunità cattolica che vive in Russia una formazione ecumenica più adatta ed incoraggia le comunità cattoliche europee, ad instaurare con le comunità ortodosse russe “rapporti di amicizia e collaborazione”, seguendo le esperienze positive fatte in questa direzione dalle diocesi italiane di Padova e Trento.