ANGLICANI" "

Tra passi avanti e ostacoli” “

Dal Sinodo anglicano segnali per l’unità e la missione” “” “

Autorità del Papa, sessualità, liturgia, diritti degli immigrati, per i quali è stato chiesto di accelerare le procedure di asilo, e pastorale. Sono stati questi alcuni dei temi più importanti discussi dal Sinodo anglicano, l’organo che governa la “Chiesa di Inghilterra” riunito a Londra la scorsa settimana. Di seguito presentiamo una sintesi dei lavori a partire dai principali documenti approvati. Un passo avanti… Un passo avanti, definito “importante” sulla strada dell’unità con i cattolici è stato fatto con l’approvazione del documento “The gift of authority”, (“Il dono dell’autorità”), ma il Sinodo ha voluto porre un punto di domanda sul primato universale del Pontefice. “Il Sinodo ha dato il benvenuto al documento preparato dalla commissione Arcic per il dialogo interreligioso nel 1999, ma ha chiesto alla commissione di spiegare meglio in che cosa consista il primato universale del Pontefice e quale sia la sua giurisdizione e perché l’autorità del Papa e’ un dono”, spiega Steve Jenkins portavoce della “Chiesa di Inghilterra”. Ad incoraggiare gli anglicani ad accettare il ruolo centrale del Papa è stato proprio il Primate, l’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams che ha spiegato al Sinodo che “l’infallibilità del Pontefice suscita una serie di timori che potrebbero essere eliminati se essa viene considerata un modo attendibile di capire e risolvere conflitti piuttosto che il potere di un singolo uomo di affermare la dottrina della Chiesa”. …ma restano degli ostacoli. Nessun cambiamento nella posizione della Chiesa di Inghilterra in merito alla omosessualità ma la richiesta di un atteggiamento “più moderato nei confronti dei gay in tutte le aree della Chiesa”. È quanto è emerso al termine di una lunga discussione nell’ambito del Sinodo generale della Chiesa di Inghilterra che ha votato con una “schiacciante maggioranza” un documento redatto dalla “House of Bishops” (Casa dei vescovi) sulla sessualità: “Some issues in human sexuality”. Il testo – secondo quanto si apprende dal Servizio di informazione della Comunione anglicana – è stato presentato dal reverendo Richard Harries, vescovo di Oxford, specificando che il documento “non cambia la posizione della Casa dei vescovi” in merito alla omosessualità ma intende offrire un “punto di vista alla luce della teologia tradizionale e dei comportamenti culturali attuali”. Il testo vuole essere una guida per incoraggiare una “maggiore comprensione” di questi temi all’interno delle comunità anglicane inglesi. Secondo le linee-guida date dalla Casa dei vescovi, il clero omosessuale è chiamato a vivere questa condizione nel celibato. Il documento apre, comunque, alla possibilità di benedire i matrimoni gay. Dopo la presentazione del vescovo Harries, in molti hanno preso la parola. C’è stata anche la testimonianza del reverendo Paul Collier della diocesi di Southwark che si è dichiarato apertamente gay, pur esercitando il ministero da 10 anni. Più cauta la posizione del reverendo David Banting di Chelmsford che ha sottolineato le “ampie difficoltà e divisioni nella Chiesa anglicana di tutto il mondo” che il dibattito sulla omosessualità sta provocando. Una chiesa a forma di missione. “Il Sinodo ha anche approvato il rapporto “Mission Shaped Church” (“Chiesa a forma di missione”) che apre la porta alle “café’ churches”, le funzioni religiose accompagnate da bevande e cibo e a servizi religiosi che comprendono musiche rap e a forme liturgiche più informali e attirano chi non è abituato alla liturgia tradizionale”, spiega Lou Henderson altro portavoce della Chiesa di Inghilterra, “sono funzioni sempre esistite nella Chiesa e popolarissime tra i giovani. Dalla scorsa settimana sono diventate ‘mainstream’ ovvero entrate a far parte della liturgia ufficiale”. “La Chiesa di Inghilterra ha anche dato il permesso alle chiese di vendere parti delle navate e delle cripte a catene di caffè, bar e night-club purché l’uso non interferisca con i servizi religiosi”, spiega ancora Henderson, “la decisione punta ad aiutare chiese che attraversano gravi difficoltà finanziarie. Fino ad oggi il riutilizzo delle chiese anglicane come caffè o night-club era possibile soltanto se la chiesa veniva sconsacrata e venduta sul mercato”.