GRAN BRETAGNA" "

A difesa della famiglia” “

L’appello del Papa per la famiglia e la risposta delle Chiese britanniche” “” “

Domenica, 1 febbraio Giovanni Paolo II, durante l’Angelus, è tornato a chiedere “una più organica politica a favore della famiglia”. “Non pochi coniugi – ha detto il Pontefice – vorrebbero più figli, ma sono quasi costretti a rinunciare per difficoltà economiche. Gli aiuti delle pubbliche istituzioni, pur apprezzabili, risultano spesso insufficienti. Si avverte il bisogno di una più organica politica a favore della famiglia”. Un monito, rivolto a tutti i Governi, che è stato raccolto anche da molte chiese europee. In particolare dall’episcopato di Inghilterra, Galles e Scozia che alla vita e alla famiglia hanno dedicato varie iniziative (vedi Sir n.8/2004). Sul tema il Sir ha rivolto alcune domande a mons. Mario Conti , arcivescovo di Glasgow, Scozia. Il 2004 è stato dichiarato dai vescovi scozzesi “Anno della Vita e della famiglia”… “Sono diversi i motivi per cui i vescovi hanno pubblicato un messaggio sulla vita familiare e la vita. E’ uscito in occasione del 125° anniversario della restaurazione della gerarchia scozzese dopo la riforma protestante. Per questo è stato scelto un tema importante ed attuale, come matrimonio e famiglia. Il messaggio è stato diffuso anche in occasione del 10° anniversario dell’anno delle Nazioni Unite per la famiglia. Si tratta di due ‘istituzioni’ che vivono un momento difficile sottoposte a dei veri e propri attacchi. Per questo la Chiesa vuole offrire il proprio sostegno alle coppie e alle famiglie”. Che genere di attacchi sono? “Il momento che viviamo è politicamente drammatico: il Governo scozzese vorrebbe presentare una proposta di legge che prevede l’educazione sessuale in tutte le scuole ma, secondo la Chiesa, con dei grossi errori nel campo morale: per esempio la possibilità che gli allievi ottengano contraccettivi da infermieri che lavorano dentro le scuole anche senza l’autorizzazione dei genitori. Oppure insegnare che l’omosessualità é una scelta di vita uguale al matrimonio. La crisi nella famiglia è il risultato di tre fenomeni: la perdita di fede, una cultura che teme la ‘dedizione’ e la paura da parte delle coppie di sposarsi davanti alle statistiche sempre più allarmanti di divorzi e di famiglie in crisi”. Sessualità matrimoniale, difficoltà e rischio fallimento dell’unione, nascita dei figli… Quale contributo può portare la Chiesa in queste situazioni? “La Chiesa in Scozia sta spingendo affinché il Governo aiuti le famiglie attraverso il sistema fiscale; spinge perché che ci siano case adeguate e non troppo care e che la cultura riconosca il valore del matrimonio, sia attraverso i mass-media, sia nella politica familiare. Ci opponiamo alla proposta di legge del governo di Londra che offrirebbe uguali diritti alle persone omosessuali che vogliono ‘sposarsi’ o almeno rendere ufficiale il loro legame. E’ una minaccia al matrimonio che fin qui ha goduto di un posto privilegiato nella legge”. Il Papa ha ribadito recentemente il bisogno di politiche familiari più incisive per sostenere la famiglia. Qual è la situazione in Scozia a riguardo? “In questo momento stiamo esaminando nuove iniziative per meglio sostenere le famiglie. Tra queste ne segnalo una per preparare le coppie alla vita matrimoniale. Abbiamo firmato un accordo con un’agenzia specializzata nella preparazione: la Chiesa offrirà una catechesi spirituale e dottrinale mentre l’agenzia “Marriage Care” fornirà informazioni di tipo pratico (finanza, casa, lavoro, tasse…)”.