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Il 2° rapporto analizza la situazione delle famiglie più in difficoltà” “” “
Genitori soli, soprattutto madri; famiglie con un alto numero di bambini o con uno o più componenti in condizioni di malattia cronica o disabilità, malati mentali, tossicodipendenti o alcolisti; profughi e rifugiati in cerca di asilo; disoccupati o impiegati con salari troppo bassi. Sono queste le “emergenze povertà” che l’Europa è chiamata ad affrontare, secondo il Rapporto di Caritas Europa intitolato “I volti della povertà in Europa. Il bisogno di politiche orientate alla famiglia”, che verrà presentato il 16 febbraio a Bruxelles, presso il Parlamento europeo. Il Rapporto, alla seconda edizione dopo quella del 2001, analizza la situazione delle famiglie più povere di 42 Paesi europei. Secondo dati recenti della Commissione europea, il 15% della popolazione europea – ossia più di 55 milioni di persone – è a rischio povertà.. l’emergenza delle “madri sole”. Le 44 organizzazioni che compongono la rete di Caritas Europa hanno potuto verificare che, in molti casi, “l’Europa rimane un ideale”. Tra i vari problemi Caritas Europa esprime le maggiori preoccupazioni nei confronti delle “madri sole o single” che costituiscono il nucleo familiare più in difficoltà in questo momento storico. Per cui raccomanda di “migliorare la quantità e la qualità delle strutture per la cura dei bambini”. Anche le tasse dovrebbero essere a beneficio della famiglia. Per la cura dei figli in Russia si spende ad esempio il 23% delle entrate mensili, il Georgia il 9%, in Austria il 16%, in Spagna il 15%, nel Regno Unito addirittura il 63,5%. Ad eccezione di Francia e Germania, negli altri Paesi “c’è una chiara mancanza di politiche sociali per la famiglia”. Il Rapporto raccomanda ai governi una maggiore tutela della maternità, visto che “troppo spesso, nell’Europa centrale e dell’Est, la gravidanza significa correre il rischio di perdere il lavoro”. Anche il costo delle abitazioni sia dei mutui che degli affitti “forma la parte più onerosa della spesa della famiglia”. La spesa media per l’affitto occupa infatti “il 50% delle entrate di una famiglia in Russia, Regno Unito, Austria e Spagna”. Oltre alle madri single, altre famiglie in difficoltà sono quelle con alto numero di figli o con situazioni di malattia o disabilità, immigrati, rifugiati, disoccupati, lavoratori con salari troppo bassi. Le richieste ai governi… Riguardo al problema della disoccupazione e degli stipendi bassi Caritas Europa esorta i governi ad avviare o rafforzare programmi “per aiutare i giovani a trovare il loro primo impiego ed ad intraprendere una carriera lavorativa”. Ed invita ad avviare dei passi concreti per ridurre “la disoccupazione a lungo termine attraverso l’implementazione di programmi di reinserimento” e di riqualificazione professionale, oltre alla promozione dell’ empowerment dei poveri, ossia di maggiori possibilità per le classi più disagiate. Inoltre, “i cittadini sono spesso all’oscuro dei benefici a loro riservati e non possono venire a contatto con burocrazie spesso complicate. I Governi devono assicurarsi che le persone siano a conoscenza dei loro diritti e favorire il sistema di accesso ai benefici”. Ma soprattutto, “dovrebbero definire delle linee nazionali realistiche di lotta alla povertà, stabilendo un salario minimo decente e adeguato”. Sollecitati anche i programmi speciali per contrastare “il crescente numero di ragazzi di strada in alcuni Paesi, tra cui Moldavia e Russia” e di prevenire il rischio di esclusione sociale nei confronti delle persone con disabilità. …e all’Unione europea. Caritas Europa chiede all’Ue “un rinnovato impegno” rispetto agli obiettivi della Strategia di Lisbona sulla lotta alla povertà e all’esclusione sociale. “I cittadini devono essere consapevoli di questa strategia si legge nel Rapporto – e attivamente incoraggiati a partecipare alla sua realizzazione”. Importante, in questo senso, è il sostegno ai Piani di azione nazionali. Caritas Europa auspica una “maggiore connessione tra il Fondo strutturale regionale e il Fondo sociale europeo”, investendo le risorse del Fondo regionale “sul personale dei servizi nelle regioni più povere” attraverso “la formazione permanente, la qualificazione professionale e la creazione di una migliore qualità del lavoro”. Riguardo agli immigrati e ai rifugiati, Caritas Europa ricorda l’importanza dei ricongiungimenti familiari” e si lamenta della recente direttiva Ue sulla riunificazione familiare perché “si allontana dall’adempimento dell’impegno di garantire la protezione sociale della famiglia”. Dopo l’Anno europeo per le persone disabili, Caritas Europa propone un “Anno europeo per i genitori soli”.