“Tutto lo sforzo ecumenico e il dialogo di questi ultimi anni sarà distrutto, e la sfiducia dell’Oriente nei vostri riguardi aumenterà. Vi preghiamo dunque di assicurare con forza persuasiva il popolo ucraino e tutte le Chiese ortodosse che non avete intenzione di porre mano all’istituzione del patriarcato greco-cattolico in Ucraina”. Si conclude con questo appello la lettera di Bartolomeo I, patriarca ecumenico di Costantinopoli a Giovanni Paolo II. La lettera è stata inviata al Santo Padre lo scorso novembre ma è stata rilanciata in questi giorni da alcuni organi di stampa italiani. È la prima volta che Bartolomeo I si rivolge con tanta determinazione al Papa, a cui il Patriarcato di Costantinopoli è legato da profonde e storiche relazioni ecumeniche. Bartolomeo chiede a Roma di non procedere alla decisione di elevare al rango di Patriarcato la Chiese greco-cattolica di Leopoli, attualmente guidata dal card. Lubomyr Husar. “Il danno di un’azione come questa scrive Bartolomeo è evidente, data la sensibilità di tutta la Chiesa ortodossa al problema dell’uniatismo. È per questo che noi ci chiediamo quale sia la finalità del progetto. La posizione degli uniati in Ucraina non sarà rafforzata e le nostre relazioni saranno gravemente danneggiate”.