La Commissione europea ha tenuto il 28 gennaio scorso un dibattito interno di orientamento per fare il punto della situazione in merito agli Organismi geneticamente modificati (Ogm). La verifica a quattro anni di distanza dalla precedente ha riassunto i progressi realizzati nel corso degli ultimi anni nel settore. Dall’incontro è emerso che l’Unione è stata in grado di dotarsi di un sistema di autorizzazioni e controllo funzionante e, soprattutto, riconosciuto e rispettato nel mondo, sia dai Paesi produttori ed esportatori di Ogm sia dalle associazioni di categoria (produttori, agricoltori, commercianti e consumatori). La legislazione europea garantisce che gli Ogm autorizzati nell’Unione sono “compatibili con la sana alimentazione umana e possono essere disseminati nell’ambiente”. Se si escludono, infatti, due varietà di mais dolce, dall’ottobre del 1998 la Commissione non ha concesso alcuna autorizzazione malgrado l’aumento esponenziale degli Ogm stessi. Una sorta di ‘morbido protezionismo’ che è costata all’Unione europea un contenzioso in seno all’Organizzazione mondiale del commercio, su richiesta di Usa, Canada e Argentina.