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L’uno per cento del Pil non basta” “

Nuovi impegni: la Commissione chiede l’aumento dello 0,27%” “” “

Bilancio comunitario e prospettive finanziarie tornano al centro del dibattito nelle sedi istituzionali europee in vista dell’allargamento a dieci nuovi Stati membri. La Commissione ha predisposto un documento che verrà discusso la prossima settimana durante la seduta del Parlamento a Strasburgo, cui parteciperà anche un esponente del Consiglio. Fra gli altri temi che impegnano l’Ue in questa fase figurano la “strategia di Lisbona”, la preparazione delle elezioni del Parlamento e una importante ricerca nel settore della sicurezza dei cittadini. INVESTIMENTI PER FAVORIRE L’INTEGRAZIONE. La Commissione di Bruxelles adotterà la prossima settimana una “comunicazione generale” riguardante le prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013 e si presenterà martedì 10 davanti all’Assemblea per una discussione impegnativa e delicata. L’Esecutivo ha infatti da tempo annunciato che negli anni a venire sarà necessario aumentare le risorse comunitarie “se si intende far fronte a tutti gli impegni dell’Unione e in particolar modo quelli rivolti ai nuovi membri”. Attualmente i “soci” dell’Ue fanno confluire a Bruxelles l’1% del proprio Prodotto interno lordo, mentre la Commissione insiste perché si raggiunga la quota dell’1,27%. Su questo tema a dicembre sei Stati (Germania, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Austria e Svezia, tra i principali sostenitori delle casse comuni) avevano dichiarato con una lettera aperta la loro intenzione di limitare il livello dei contributi all’1% attuale. Una posizione a suo tempo fortemente criticata dalla Commissione Prodi, da diversi commissari e da numerosi deputati europei. UN BILANCIO PER 25 STATI MEMBRI. In questa direzione si muove la proposta, resa nota a Bruxelles nei giorni scorsi, di prevedere spese aggiuntive rispetto alla bozza di Bilancio Ue varata a fine 2003 per 11,8 miliardi di euro e destinate a preparare l’allargamento. “Gli investimenti e le spese dell’Ue – spiegano fonti della Commissione – devono evidentemente aumentare per tener conto delle prossime sfide che si pongono all’Unione. Così 75 milioni di nuovi cittadini potranno beneficiare, su un piano di parità, di tutti i programmi comunitari”. Dopo questo “aggiornamento”, gli impegni finanziari dell’Ue salgono a quota 111,3 miliardi. Per quanto riguarda le cifre di spesa, gli stanziamenti per l’agricoltura continuano a rappresentare la voce più consistente, che supera il 40% delle risorse totali investite. Seguono le spese per le azioni strutturali, tese alla modernizzazione delle infrastrutture e a facilitare una maggiore coesione tra le economie dei 25. Al terzo posto si collocano le spese per le politiche interne (fra cui ricerca, trasporti, energia). Importante anche la voce per la cosiddetta “azione esterna”, che comprende gli aiuti umanitari e la cooperazione con i Paesi terzi. Seguono, infine, le spese amministrative. Sul versante delle entrate, al primo posto figurano i trasferimenti statali, quindi l’Iva e, in misura minore, i dazi. OCCUPAZIONE, SICUREZZA, ELEZIONI DEL PARLAMENTO. Ma l’attività nei palazzi dell’Unione ferve attorno a diversi altri argomenti. La Commissione è impegnata, assieme al Consiglio, a mettere a punto nuove azioni per concretizzare la “strategia di Lisbona”, decisa nel 2000 per fare dell’Ue “l’economia più competitiva al mondo entro il 2010, fondata sulla conoscenza, lo sviluppo sostenibile e il miglioramento dei livelli occupazionali”. Proprio in questi giorni i servizi statistici di Bruxelles hanno rilevato due significativi dati economici. L’inflazione tende a stabilizzarsi attorno al 2% medio; gli Stati più “virtuosi” si confermano la Germania, la Danimarca e la Finlandia, mentre i prezzi continuano a crescere più velocemente in Grecia, Irlanda e Spagna. Per quanto riguarda la disoccupazione, si registra un 8,8% nei dodici Paesi che adottano la moneta unica, mentre la media Ue si ferma all’8%. Su tutt’altro fronte la Commissione ha avviato una ricerca nel campo della sicurezza. Il commissario Philippe Busquin ha spiegato che “è necessario rispondere alle tante domande dei cittadini in materia di protezione personale e collettiva”. In futuro occorrerà agire “per coordinare le conoscenze e gli interventi contro il terrorismo, per la gestione delle crisi internazionali e la protezione dei sistemi di comunicazione”. Non da ultimo, proseguono gli sforzi per sensibilizzare i cittadini sulle elezioni del Parlamento, fissate per metà giugno. Fra gli strumenti destinati a questo scopo, viene rilanciato il servizio “Europe direct”: una linea telefonica (00 800 67891011) e un sito internet (www.europa.eu.int/europedirect/) sono a disposizione dei cittadini per rispondere a qualunque domanda riguardante storia, istituzioni e politiche comunitarie.