Lo scorso 28 gennaio è stato ratificato dal Parlamento l’Accordo tra la Repubblica di Slovenia e la Santa Sede, passo significativo in vista della regolamentazione dei rapporti tra la Chiesa e lo Stato. L’Accordo, ora in attesa della ratifica della Santa Sede, era stato sottoscritto il 14 dicembre 2001 dal ministro degli Esteri Dimitrij Rupel e dall’allora segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, mons. Jean-Louis Tauran. Sottoposto quindi all’esame della Corte Costituzionale che, dopo due anni di lavoro ne ha dichiarato la costituzionalità, l’Accordo è stato ratificato dal Parlamento con “viva soddisfazione” dei vescovi sloveni che auspicano “l’inizio di una fase di dialogo, fiducia e rispetto reciproco nei rapporti con lo Stato”. Permane, intanto, il divieto dell’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche del Paese. È in corso, al riguardo, una raccolta di firme dei cittadini per chiedere il riconoscimento del catechismo insegnato nelle parrocchie come materia facoltativa nei programmi scolastici.