L’impegno a combattere tutti gli estremismi “politici, economici e religiosi” e a costruire una “società vivibile per tutti”. È quanto hanno affermato le Chiese protestanti francesi in un comunicato diffuso il 1 febbraio al termine di un Colloquio nazionale che si è svolto a Strasburgo sull’estremismo. “Comprendiamo si legge nel testo la difficoltà a vivere gli uni accanto agli altri e condividiamo la paura per lo sconosciuto, la violenza e la delinquenza nelle nostre città e periferie. Comprendiamo anche la difficoltà di chi vede il mondo cambiare troppo velocemente”. “Ma ci sono idee e comportamenti che non accettiamo”. Le Chiese protestanti rifiutano innanzitutto l’idea che lo straniero sia “la causa di tutti i nostri mali” e “l’affermazione che le differenze tra gli uomini legittimano l’esclusione e l’odio. Resistiamo aggiungono le Chiese protestanti alle forze che distruggono gli orientamenti fondamentali della nostra società, i diritti dell’uomo e la democrazia”. La Federazione protestante dice no anche a tutte le forme di esclusione sociale, ad una visione dell’essere umano ridotto a “produttore e consumatore”, alla “logica del mercato”, al “dio-denaro”, alla “commercializzazione dell’essere umano”. Da qui l’impegno della Federazione a mettersi in ascolto “di coloro che non possono esprimersi nella nostra società”, a farsi voce della loro voce, a “suscitare l’incontro nei nostri quartieri” e a “partecipare alla ricerca delle soluzioni dei problemi della società”.