Ha sbagliato lo Stato a dar prova di “imperialismo militante con una legislazione che ferisce ed umilia”. Ma sbaglia anche quella religione che “per trovare il suo posto nello spazio pubblico, aggredisce le libertà individuali e si rifiuta di assumere il patrimonio comune”. E’ l’opinione del card. Bernard Panafieu, arcivescovo di Marsiglia che in una nota diffusa nei giorni scorsi dalla Conferenza episcopale francese lancia un appello al Paese perché lotti “contro ogni clericalismo religioso e laico”. Nella nota l’arcivescovo esprime la posizione della Chiesa in merito alla legge sulla laicità dello Stato, che ha scatenato in Francia una serie di polemiche e manifestazioni contro la decisione di vietare nelle scuole i segni religiosi e in particolare il velo islamico alle studentesse di religione islamica. Panafieu ricorda che l’Islam “non avendo esperienza di pluralità delle religioni e di secolarità delle istituzioni, ha difficoltà a trovare il suo posto in una società laica e pluralista. Può allora avere la tendenza a ripiegarsi sulla sua identità e a manifestare la sua particolarità attraverso segni esteriori ‘ostentati’ che possono apparire come una provocazione”. “Ecco perché – aggiunge l’arcivescovo – comprendo perfettamente che un governo ricordi con vigore i principi che reggono la vita sociale e le leggi che si impongo a tutti i cittadini”. Ma la Chiesa cattolica ritiene che “nel campo specifico dei segni religiosi e della loro visibilità, è meglio agire per persuasione e non per obbligo”. Da qui l’invito del cardinale a lottare contro ogni estremismo religioso e laico. “Abbiamo – ha detto – una tradizione di integrazione che fa la nostra ricchezza, una capacità ad accogliere le differenze e a rispettare le diversità. Restiamo fedeli alle nostre radici perché il Paese conosca una laicità aperta, pacificata e pacificante”.