Diritti umani, impegno per la pace, lotta all’Aids e alle epidemie” “” “
Una sessione ricca di argomenti quella del 28 e 29 gennaio a Bruxelles. La seduta dell’Europarlamento si è aperta con un dibattito sulla ripresa delle trattative per giungere al Trattato costituzionale Ue. Fra i temi affrontati: una normativa comune per la sicurezza del traffico aereo (“cielo unico europeo”), il futuro della politica spaziale comune, il progetto Galileo (tecnologia satellitare per usi civili). Giovedì 29, in seduta solenne, il Parlamento ha conferito il premio Sakharov 2003 a Kofi Annan e ai funzionari delle Nazioni Unite per il delicato e pericoloso ruolo svolto nelle “regioni calde” del pianeta (vedi pagina 19). diritti umani: il Parlamento denuncia numerose violazioni. Sarebbero almeno una trentina i Paesi che, nei cinque continenti, non rispettano appieno i diritti dell’uomo. Dal Parlamento europeo si punta l’indice, tra gli altri, contro Cina, Iraq, Iran, India, Pakistan, Territori occupati, Cecenia, Libia (una delegazione libica era presente mercoledì 28 gennaio nell’emiciclo). In concomitanza con la visita a Bruxelles del Segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, la commissione Affari esteri, presieduta dal tedesco Elmar Brok, si è espressa anche per la necessità di un chiarimento da parte degli Stati Uniti riguardo la situazione di detenzione dei prigionieri di guerra nella base di Guantanamo. L’Europarlamento intende definire la propria posizione in vista della sessantesima sessione della Commissione dei diritti dell’uomo dell’Onu, in programma a Ginevra dal 15 marzo al 23 aprile. I deputati hanno criticato la crescente “politicizzazione” della Commissione Onu, la quale nell’ultimo anno sarebbe stata troppo prudente nel denunciare le violazioni dei diritti delle persone e dei popoli. Sempre dal Parlamento giunge la proposta di sottoporre l’adesione alla Commissione stessa alla condizione che “i governi interessati abbiano ratificato i trattati fondamentali sui diritti dell’uomo”. L’impegno dell’Unione per la pace in Medio Oriente. Prosegue l’impegno dell’Unione europea per la pace e lo sviluppo in Medio Oriente. Il Parlamento ha affrontato nella sessione di Bruxelles una proposta per rilanciare la cooperazione finanziaria e tecnica con i Territori occupati (Cisgiordania e Gaza). Il relatore, lo spagnolo Luis Berenguer Fuster, ha spiegato che “molte cose sono cambiate dall’approvazione del regolamento del 1994 di cooperazione con i Territori occupati, all’indomani degli accordi di Oslo”. La programmazione pluriennale degli aiuti ai Palestinesi prevista da tale regolamento “non ha potuto avere luogo in un contesto seriamente deteriorato”: evidente il riferimento all’inizio della seconda Intifada nel settembre 2000. “L’obiettivo dell’assistenza verrebbe ora modificato per permettere ai Palestinesi di conseguire uno sviluppo economico, politico e sociale sostenibile”, tenendo conto “del contesto determinato dalla roadmap finalizzata a costituire uno Stato palestinese entro il 2005″. Le azioni a carattere umanitario sarebbero complementari con gli aiuti portati dalla Commissione mediante l’Ufficio europeo per gli aiuti umanitari. L’investimento previsto per il 2004-2006 è pari a 47,75 milioni di euro l’anno. L’iter decisionale interno all’Ue (procedura di codecisione) richiede però il via libera congiunto di Consiglio e Parlamento. Ue, fronte comune contro Aids, Sars, “influenza dei polli”. Un battaglia comune per combattere le epidemie. Si muove in questa direzione l’iniziativa del Parlamento europeo per la creazione di un Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie. La commissione Ambiente e salute pubblica ha adottato il progetto delineato dall’inglese John Bowis: la struttura, finanziata inizialmente con 48 milioni di euro per i primi tre anni, potrebbe essere operativa nel 2005. La proposta nasce dalle continue minacce provenienti dalla diffusione di malattie come l’Aids, la Sars o la meningite. Ma in questi giorni si è molto parlato anche della cosiddetta “influenza dei polli”. “Tali epidemie non conoscono frontiere – è stato detto durante la riunione della commissione a Bruxelles -; i movimenti migratori, gli scambi sempre più frequenti e rapidi nel mondo globalizzato ne facilitano la propagazione”. Per questo “occorre un’azione congiunta dell’Unione e degli Stati membri”. A ciò si aggiungano i timori sollevati dal bioterrorismo, con il rischio di epidemie deliberatamente provocate. Ecco dunque la proposta di azioni concertate con la realizzazione di un organismo Ue, che superi l’attuale sistema di collaborazione fra i sistemi nazionali avviato in questo settore nel 1999. Il progetto prevede la condivisione “delle risorse, delle competenze e delle conoscenze specialistiche” per decidere azioni di prevenzione e di cura.