A metà febbraio sarà sottoposta al voto della Commissione per i diritti della donna e le pari opportunità del Parlamento Europeo la “Relazione sulle ripercussioni dell’industria del sesso in Europa”, il cui voto finale in plenaria è previsto in marzo a Strasburgo. Preoccupazione primaria è adottare a livello europeo una legislazione comune che ponga fine alle profonde divergenze normative ed interpretative riscontrabili nei vari Paesi Ue. La Relazione definisce l’industria del sesso come “un’impresa che, legalmente o illegalmente, immette nel mercato servizi sessuali e/o prodotti, sfruttando il corpo umano, principalmente quello di donne e bambini, a fini di lucro”. La Relazione intende “criminalizzare” il cliente, considerando la prostituzione alla stregua di violenza a sfondo sessuale ed espressione della disuguaglianza fra uomini e donne (malgrado l’aumento esponenziale della prostituzione maschile): “colpire la domanda, quindi, e stigmatizzare lo sfruttamento”. Il testo dedica ampia attenzione anche alla lotta contro la pornografia su Internet. Per informazioni, www.europarl.eu.int/meetdocs/committees/femm/