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Come rispondere a tante domande?” “

Con l’allargamento cresceranno i problemi: le proposte dell’Unchr” “” “

L’ingresso nell’Unione europea di dieci nuovi Paesi potrebbe condurre ad un aumento dei richiedenti asilo politico, delle situazioni irregolari e dei problemi burocratici che ne conseguono. È necessario potenziare in anticipo la capacità dell’Ue di affrontare le difficoltà pratiche. Una serie di proposte, tra cui l’istituzione di un Agenzia dell’Unione europea per l’asilo, sono state presentate il 22 gennaio ai ministri dell’Interno europei, riuniti a Dublino, dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Ruud Lubbers . E E se con l’allargamento aumentano i problemi? “Alcuni nuovi Stati dell’Unione Europea attualmente possono contare solo su 15 o 20 esperti in materia d’asilo”, ha ricordato Lubbers. “Una decina di anni fa questi Paesi non avevano alcun sistema d’asilo. Che cosa succederebbe nel caso in cui migliaia di richiedenti asilo fossero rispediti in quei Paesi dagli stati interni dell’Unione? C’è il pericolo che negli Stati confinanti le procedure d’armonizzazione semplicemente collassino, causando, invece di ridurlo, un aumento degli spostamenti irregolari tra gli Stati membri dell’Unione Europea”. “In breve”, ha ribadito Lubbers, “si suggerisce un’evoluzione progressiva in direzione di un esame centralizzato di certe categorie di richiedenti asilo in centri dell’Unione europea, anziché mantenere ogni determinazione dello status di rifugiato a livello nazionale. In tal modo i Paesi dell’Unione possono rendere comune e condivisa la loro competenza, evitare la duplicazione delle procedure nazionali, dispendiosa sia in termini di tempo che di costi, arginare il flusso dei movimenti incontrollati”. Le proposte dell’Unhcr. Le proposte dell’Alto Commissariato delle Nazioni Uniti per i rifugiati (Unhcr) sono racchiuse in un documento di sette pagine fatto pervenire ai governi prima dell’incontro di Dublino. Tra queste: l’istituzione di centri di accoglienza dell’Ue, dove le richieste possono essere esaminate da team di consulenti competenti in materia d’asilo e di interpreti provenienti da tutta l’Unione europea; l’introduzione di un sistema di condivisione degli oneri, per ripartire coloro che sono riconosciuti rifugiati in tutta l’Unione europea, piuttosto che lasciarne un numero considerevole soltanto in un gruppo limitato di Stati; l’introduzione di un sistema congiunto dell’Ue per il rapido ritorno di quei richiedenti asilo a cui non venga riconosciuto lo status di rifugiati o per cui non siano necessarie altre forme di protezione internazionale; l’istituzione di un’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo – e successivamente un Comitato d’esame Ue per l’asilo – per gestire la nuova registrazione e il disbrigo delle richieste d’asilo, per alleviare il carico di lavoro dei singoli Stati e per assicurare che le responsabilità nei confronti di coloro che godono dello status di rifugiato siano condivise equamente da tutti gli Stati membri. L’auspicio: una legislazione armonizzata entro la metà del 2004. “L’Ue – ha concluso Lubbers – non può guardare a tale problematica da un punto di vista completamente eurocentrico”. “I richiedenti asilo provengono da Paesi e regioni difficili. Una maggiore attenzione dovrebbe essere prestata al fine di aiutarli concretamente nei luoghi d’origine, attraverso più sviluppo e un maggiore sforzo nella ricerca in loco di protezione e soluzioni. La protezione dovrebbe essere disponibile dove e quando è maggiormente necessaria – normalmente prima possibile – cosicché un numero inferiore di queste persone particolarmente vulnerabili avvertirà il bisogno di affidare il proprio destino a gang senza scrupoli di trafficanti di esseri umani”. L’auspicio è che la prima fase di legislazione armonizzata venga messa a punto entro la metà dell’anno e che le proposte dell’Unhcr costituiscano il fondamento della seconda fase di armonizzazione, contribuendo a “un approccio realmente europeo nella gestione dei flussi migratori irregolari”.