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Da secoli convivono in pace cristiani, musulmani, cattolici, ebrei ed armeni ” “
Il nuovo anno politico in Bulgaria si presenta con tante aspettative sul piano politico, perché comprende la fine delle trattative che potrebbero portare, nel 2007, all’ingresso del Paese nell’Unione europea, come proposto nel 2003 dalla Commissione europea. Però il cammino non è facile e tanti sono i problemi da risolvere, soprattutto riguardo alla difficile situazione sociale nel Paese. “La Bulgaria si trova ad un crocevia come posizione geografica e dobbiamo essere un ponte tra le varie culture e religioni” dice al Sir il direttore generale dell’Agenzia telegrafica bulgara (Bta) Maksim Mincev , cattolico di rito bizantino, uno dei promotori della visita del Papa nel Paese. Lo abbiamo intervistato. I bulgari sono favorevoli all’ingresso del Paese nell’Ue? “Agli inizi della nuova democrazia in Bulgaria, iniziata 14 anni fa dopo la caduta del comunismo, è emersa subito la voglia di orientare il Paese verso le strutture dell’Europa occidentale. Sono convinto che il 1° gennaio del 2007 diventeremo membri della grande famiglia europea. Secondo le indagini sociologiche la maggioranza dei bulgari è favorevole, perché sperano che in questo modo aumenteranno il benessere e lo standard di vita”. Quali sono i vantaggi e le perplessità riguardo l’integrazione europea? “Purtroppo la transizione dal totalitarismo alla democrazia in Bulgaria dura già da parecchi anni e non sempre è facile per la gente. Per questo non abbiamo potuto informare abbastanza bene la società sui pro e contro che incontreremo come Paese aspirante all’Ue. Penso che ci saranno dei problemi nell’agricoltura ed in alcuni settori dell’industria, sarà necessario adeguarsi agli standard europei comuni che includono anche le varie quote, ma i vantaggi sono maggiori. Magari non subito, ma anche il bulgaro ordinario prima o poi sentirà che la sua vita è cambiata, cambierà la nostra attività economica, l’immagine della Bulgaria nel mondo, i processi interni politici e sociali. Avremo la possibilità di partecipare al mercato europeo, le frontiere saranno cancellate, le dogane libere, ecc. In tutti i Paesi in corso di integrazione all’Ue si sentono delle voci discordanti che pensano questa alleanza possa annientare l’identità religiosa e culturale dello Stato”. Si rischia davvero di perdere l’identità bulgara? “Non penso, nel mondo odierno non abbiamo bisogno di nazionalismo. Certamente in Bulgaria ci sono delle persone che vogliono impedire il cammino verso l’Ue e si appoggiano sul nazionalismo accusando l’Europa unita, ma ciò che si nota è che i Paesi membri finora non hanno perso la loro identità sociale, culturale e religiosa. Non credo ci sia da temere in questo campo. La Bulgaria ha una storia antica ed interessante, il nostro Stato esiste sulla carta europea dal 681 d.C., abbiamo una bellissima natura, tante personalità famose nel mondo per il loro talento e una grande eredità culturale. Tutte queste cose non scompariranno quando entreremo nell’Ue, al contrario il mondo le noterà di più. Prima vivevamo nel modello dei due poli Est-Ovest, circondati dal muro di Berlino e sapevamo ben poco del mondo, e il mondo non sapeva nulla di noi. Ma la Bulgaria ha molto da dare all’Europa”. L’entrata nell’Ue esige anche la tolleranza religiosa e la parità per tutte le confessioni rappresentate nel Paese? Questo esiste in Bulgaria? “Siamo uno dei Paesi più avanzati in questo campo. Sul territorio bulgaro da secoli convivono in pace ortodossi, musulmani, cattolici, protestanti, ebrei, armeni. Questo ha dimostrato che esiste la tolleranza religiosa. Sicuramente entrando nell’Ue dovremmo diventare ancora più tolleranti perché tra i valori europei ci sono la libertà del culto, della persona. Ma la Bulgaria non avrà tali problemi, in questo campo siamo uno dei Paesi aspiranti più preparati”. Il viaggio del Papa in Bulgaria nel 2002 ha contribuito ad attirare l’attenzione dell’Europa sul Paese? “I media mondiali hanno dato molto spazio al nostro Paese in quell’occasione, il Papa ha cancellato la ‘pista bulgara’ dall’attentato del 1981. I bulgari lo hanno accolto con il cuore aperto. Il nostro Paese si trova ad un crocevia come posizione geografica e noi dobbiamo essere un ponte tra le varie culture e religioni. La visita del Papa è stata molto positiva per la Chiesa cattolica, ma anche per quella ortodossa, per i musulmani, gli ebrei e tutti i culti presenti sul nostro territorio. Certamente quando entreremo nell’Ue la Chiesa avrà un ruolo maggiore di oggi”.