economia e società" "

Agricoltura solidale” “

L’esperienza dei banchi alimentari: sono 35 milioni gli europei in povertà” “

Continuare a considerare la politica agricola quale strumento per sfamare tutti i cittadini europei; non rinunciare alla tradizionale vocazione alla solidarietà. Sono questi i due principi che la Federazione europea dei banchi alimentari richiama all’Ue. “Se l’Unione europea vuole mantenere il suo carattere di solidarietà, non può rinunciare a dare da mangiare ai suoi poveri”. Bernard Dandrel , francese, presidente della Federazione, chiede impegni precisi alle istituzioni comunitarie. T trentacinque milioni di poveri senza cibo. La Federazione europea dei banchi alimentari raccoglie 17mila gruppi sparsi nel continente e ogni anno distribuisce gratuitamente ai meno abbienti circa 150 milioni di tonnellate di derrate, per un equivalente di 320 milioni di euro: i beneficiari sono stati lo scorso anno quasi due milioni e mezzo: “Ma sono solo una piccola parte dei 35 milioni di europei che sono in situazione di povertà e di insufficienza alimentare, di fronte ai quali non possiamo essere indifferenti”. Il primo banco alimentare fu costituito in Europa vent’anni fa; nel 1986 fu costituita la Federazione oggi presente in Francia, Spagna, Italia, Portogallo, Irlanda, Belgio, Lussemburgo, Svizzera, Grecia, Polonia, Ucraina e Lettonia. La quantità di cibo distribuita negli ultimi anni è andata via via crescendo; un terzo delle risorse dei banchi proviene proprio dalle eccedenze produttive dell’Unione, il rimanente viene raccolto da aziende agroalimentari, da collette fra i consumatori e dai grossisti e dettaglianti della rete commerciale continentale. Aiuti alimentari e politica agricola. Bernard Dandrel, con il suo vice, l’italiano Marco Lucchini, stanno facendo pervenire a tutti gli europarlamentari, ai membri della Commissione e alla presidenza di turno del Consiglio, un documento che chiede garanzie affinché, nella riforma della Pac (Politica agricola comune) che è in corso di attuazione, non vengano meno i cosiddetti “stock di intervento”. L’iniziativa è stata presentata giovedì 15 gennaio nella sede dell’Europarlamento a Strasburgo. “Comprendiamo la necessità di controllare le spese agricole – chiarisce Dandrel -, ma bloccando le eccedenze produttive o impedendo che esse siano trasformate in beni di prima necessità, rischiamo di peggiorare la posizione delle persone meno fortunate. La situazione potrebbe poi essere ancora più grave tra poco, quando l’Unione si allargherà a Paesi in cui ci sono ancora molti indigenti”. L’impegno che la Federazione dei banchi alimentari chiede all’Ue è di considerare “come è sempre stato fatto nella comunità, la politica agricola uno strumento per sfamare tutti i cittadini europei, a partire dagli ultimi”. Il documento riguarda il Regolamento n. 3730 adottato dal Consiglio nel 1987 su impulso dell’allora presidente della Commissione, Jacques Delors, che fissava le regole generali applicabili alle forniture di derrate alimentari ad alcune organizzazioni provenienti dai cosiddetti “stock d’intervento” e destinate a essere distribuite alle persone meno abbienti nella comunità (ufficialmente Pead, Programme européen d’aide aux plus demunis). L’adattamento del Pead alle nuove disposizioni in materia agricola rischia ora di privare i banchi alimentari di una grossa quantità di materie prime da trasformare in aiuti alimentari. Da qui l’allarme di Dandrel. “Non si può accettare la miseria”. “Oggi, senza aiuto sociale, una gran parte di cittadini europei vivrebbe sotto la soglia di povertà – spiegano i dirigenti della Federazione europea dei banchi alimentari, che hanno allestito una mostra itinerante su questo problema -. La realtà varia da Paese a Paese, naturalmente, ma ogni situazione di miseria è singolare e difficile da accettare. L’ Unione europea degli uomini di buona volontà è una necessità assoluta per combattere la povertà”. Il motto ufficiale della Federazione, tradotto in due lingue ( Rassembler, collecter, partager – Bringing together, collecting, sharing), richiama i compiti principali dei banchi, ossia la raccolta di pasta, riso, scatolame, insaccati, succhi di frutta, altri alimenti non deperibili e la distribuzione a singoli o famiglie bisognose. L’approvvigionamento e l’azione solidale coincidono “con la lotta a ogni forma di spreco”. Accanto alla quotidiana azione “sul campo”, i banchi presenti in molte città europee e la Federazione che li raccoglie, danno vita anche a iniziative a carattere culturale e a pubblicazioni che abbiano lo scopo di divulgare l’attività svolta. Recentemente sono state diffuse pubblicazioni sui banchi in Portogallo, Grecia e Italia. Tra queste “Restaurer l’homme. Vingt témoignages d’associations”, con esperienze francesi.