L’Europa ma anche vicende di casa nostra sono al centro di numerosi commenti della stampa tedesca. Sul futuro dell’Ue si interroga Carola Kaps (13/1) della Frankfurter Allgemeine Zeitung ( Faz): “ L’Europa sembra dover eliminare le carenze anche ‘mentali’ prima di poter crescere nel ruolo di “global player. […] Persino la domanda se l’Europa voglia veramente calarsi in questo ruolo, non ha ancora avuto una risposta chiara“. Sugli sviluppi legati al patto di stabilità, Martin Halusa de Die Welt (14/1) scrive: “ Dopo la sconfitta politica subita nella battaglia sul patto di stabilità dell’Euro, la Commissione dell’Ue restituisce il colpo, facendo causa agli Stati membri“. “ Con un’azione legale senza precedenti, presentata presso la Corte di giustizia europea contro i quindici Stati membri, la Commissione europea porta la lotta per il potere ai vertici. Chi, quando e come decide in Europa?“. “ Così reagiscono solo i burocrati“, commenta Martin Winter sulla Frankfurter Rundschau (14/1), che sulla scelta delle vie legali da parte della Commissione aggiunge “ Nessuno avrebbe avuto qualcosa da ridire sulla Commissione se successivamente ad una valutazione assennata e politicamente condivisibile avesse rinunciato alle vie legali“. Il settimanale Der Spiegel (12/1) pubblica un articolo sulla Polonia all’indomani dell’insuccesso del vertice sulla costituzione europea. “ Il 1° maggio, il Paese tra i fiumi Oder e Bug entrerà a far parte dell’Unione Europea, tutti i trattati sono ormai vincolanti. Ma già fin d’ora Varsiavia lotta per il suo posto futuro nella comunità e il Paese dell’ex blocco orientale è ambizioso“. Nascono molti figli in Spagna: il quotidiano spagnolo Abc (10/1) mette in rilievo che “la Spagna registra il maggior incremento relativo della natalità all’interno dell’Ue”. Secondo dati di Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea, tra il 2002 e il 2003 c’è stato un aumento del 6,4%, ossia un totale di 438.000 neonati in un anno. La cifra supera la Germania, la Grecia, l’Italia e l’Austria. Gli irlandesi continuano ad essere in testa, con 15,5 nascite ogni 1000 abitanti. Sono seguiti da francesi, olandesi e danesi. “La Spagna continuerà a presiedere il Comitato antiterroristico delle Nazione Unite”, informa lo stesso quotidiano, ricordando che la Spagna pretende “creare un braccio esecutivo, dinamico ed attivo per far fronte alla più seria minaccia per la pace e la sicurezza”. Ci sarà un cambiamento di strategia visto che “la proposta è di rinforzare sostanzialmente un comitato che finora si limitava ad mandare lettere ai paesi invitandoli ad adeguare le loro legislazioni alle dodici convenzioni sul terrorismo”. La visita in Iraq del ministro degli esteri spagnolo, Ana Palacio apre invece i giornali del 12/1. El Periodico (12/1) osserva che il ministro “reclama un veloce trasferimento di poteri agli iracheni”. Palacio chiede “sicurezza e stabilità” nella sua quarta visita all’Iraq dopo la caduta di Saddam e manifesta “il supporto del Governo spagnolo al trasferimento di poteri, che deve farsi al più presto”. L’attentato suicida nella striscia di Gaza, in cui una giovane kamikaze si è lasciata esplodere facendo 4 vittime, è l’apertura dell’ Herald Tribune (15/1), dove Greg Myre firma un articolo in cui si sofferma sulla figura della giovane mamma palestinese, Reem al-Reyashi, 22 anni, madre di due figli di 3 e un anno. L’attacco kamikaze, fa notare Myre, “è il primo attentato suicida a uccidere degli israeliani dal 25 dicembre, dopo l’esplosione ad una fermata dell’autobus a Tel Aviv, che aveva provocato anch’essa quattro morti. La violenza in Medio Oriente è diminuita recentemente, ma l’esplosione ha fatto salire le tensioni e ha assestato un colpo agli sforzi di pace che si erano impantanati per mesi”. I giornali francesi commentano il recente discorso del Papa al corpo diplomatico, in cui Giovanni Paolo II ha messo in guardia dal pericolo, evidente in alcune parti d’Europa, di trasformare la “laicità” in “laicismo”, soprattutto in merito al rapporto tra religioni e “spazio pubblico”. “Il Papa se la prende col modello francese di laicità, giudicato troppo restrittivo per le religioni”, titola Le Monde del 14/1. “Il Papa polacco rifiuta la distinzione tra la fede, che apparterebbe alla sfera privata, e l’impegno pubblico in nome di questa fede. È la difficoltà ad accettare il fatto religioso nello spazio pubblico che, secondo lui, spiega le reticenze politiche che gli sono proprie e che non è possibile per lo Stato ignorare”. “Giovanni Paolo II interviene sulla laicità”, si legge sulla prima pagina di La Croix (13/1), che ospita un editoriale in cui Michel Kubler sintetizza in questi termini le parole del Pontefice: “La libertà dello Stato di fronte ai culti è fondamentale per una società così come tutti, credenti o non credenti, la vogliono oggi. Nello stesso tempo, la libertà dei credenti di vivere alla luce del sole le loro convinzioni deve essere protetta, piuttosto che repressa, dalla legge”. Secondo Elio Maraone ( Avvenire , 13/1), “è come se il Papa denunciasse oggi un allarmante arretramento di democrazia in Europa… che prende le mosse dalla conduzione della ‘laicità con il laicismo’ e dal mancato riconoscimento che soprattutto il cristianesimo, anche grazie alla sua tensione ecumenica, costituisce una preziosa risorsa per le società”. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1263 N.ro relativo : 3 Data pubblicazione : 16/01/2004