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Il semestre irlandese” “

L’Unione europea riparte, nonostante i molti ostacoli che si frappongono sul cammino dell’integrazione. Il primo ministro irlandese Bertie Ahern , intervenendo mercoledì 14 gennaio al Parlamento di Strasburgo, ha esposto il programma della presidenza di turno dell’Unione, assicurandosi l’appoggio della Commissione e dell’Assemblea, che peraltro non hanno mancato di sottoporgli diversi problemi aperti . le priorità del semestre irlandese. Ahern ha sottolineato alcuni impegni prioritari: la ripresa delle trattative per dare una Costituzione all’Europa a 25; l’allargamento, con ciò che esso comporterà sul piano delle istituzioni, della ripartizioni dei fondi comunitari e dell’unità sul piano culturale; la riforma finanziaria, per assicurare i mezzi alle politiche dell’Ue; il rilancio della “strategia di Lisbona”, al fine di accrescere la competitività dell’economia continentale; una politica estera fondata su relazioni stabili e costruttive con i Paesi vicini e con gli Stati Uniti. “Il nostro obiettivo principale – ha affermato il leader di Dublino, che aveva esordito salutando l’emiciclo in gaelico – consiste nel raggiungere dei risultati che possano avere un impatto positivo sulla vita dei cittadini europei”: lavoro, sicurezza, salute devono essere poste in cima ai compiti delle istituzioni. Per dare un Trattato costituzionale all’Unione il presidente del Consiglio si è detto pronto a riaprire la Conferenza intergovernativa qualora dovesse raccogliere la disponibilità a un accordo da parte degli Stati. Delle prospettive finanziarie si parlerà invece nel summit di marzo, tradizionalmente dedicato ai temi economici. Pieno appoggio della Commissione. Il presidente della Commissione Romano Prodi ha esordito sottolineando come gli eventi dei prossimi mesi segneranno “il futuro dell’Unione per molti anni a venire”. “Il prossimo primo maggio – ha spiegato – sarà una grande festa, rivolta in particolare ai giovani, dai quali abbiamo tanto da imparare, soprattutto nei momenti di difficoltà, quando sembra mancare lo slancio verso il futuro”. Prodi ha reso esplicito il sostegno della Commissione alla presidenza irlandese, apprezzandone la scelta di rafforzare le relazioni esterne mediante “un multilateralismo forte ed efficace”. Il presidente della Commissione ha insistito molto sulla “crescita economica fondata sulla conoscenza e sull’innovazione. Gli investimenti nella scuola, nella formazione permanente e nella ricerca non sono un problema teorico, ma un obiettivo da perseguire immediatamente”. A margine della seduta, Prodi ha auspicato che gli Stati membri non decidano di ridurre i finanziamenti all’Unione: “In Europa dobbiamo realizzare nuovi centri di ricerca, anche perché oggi sono ben 400mila i ricercatori emigrati da Paesi Ue verso gli Stati uniti”. Le posizioni degli eurodeputati. Amplissimo il dibattito innestato dal programma irlandese. Il leader popolare Hans-Gert Poettering, tedesco, ricorda che “per il Ppe la Costituzione rappresenta la priorità delle priorità. Il fallimento del Vertice di Bruxelles non deve significare il fallimento del progetto di Costituzione”. Il capogruppo socialista Enrique Baron Crespo, spagnolo, insiste sulla “strategia di Lisbona, che deve portare alla piena occupazione, con pari opportunità per uomini e donne, alla coesione sociale e allo sviluppo tecnologico”. Graham Watson, liberaldemocratico inglese, dice che “non si può separare l’allargamento dal processo di revisione costituzionale” e spera che “le elezioni europee di giugno siano precedute da un’unica campagna paneuropea, piuttosto che da venticinque campagne nazionali”. Francis Wurtz, francese, esponente della Sinistra unita, nota come “le difficoltà che dovrà affrontare la presidenza non riguardano solo la Costituzione come molti affermano. Ciò è solo il sintomo di un male più profondo”. E cita le “crisi del Patto di stabilità, delle politiche di solidarietà e della politica estera” chiedendo maggiore impegno per l’occupazione. Ian Paisley (gruppo dei non iscritti), nordirlandese, sostiene che sulla Costituzione “l’Unione deve decidere in modo democratico, perciò il Trattato dovrà essere sottoposto a referendum”. Il socialista lussemburghese Robert Goebbels chiede: “Dobbiamo concentrarci su occupazione e crescita economica, ma dove sono i soldi da investire?”. Per questo invoca nuove risorse da parte degli Stati membri verso l’Ue.