tradizioni natalizie" "

Il grande assente ” “

Il presepio non è previsto in molte tradizioni natalizie dell’Europa del nord ” “” “

Attesa e gioia per la festa del Natale: così viene vissuto il tempo dell’Avvento dai giovani cattolici europei nei quali appare forte l’attaccamento alle proprie tradizioni natalizie fatte anche di giochi, pranzi e feste e nelle quali confluiscono gesti simbolici ed elementi di folklore legati all’antica vita nei villaggi. È un Natale variegato e in certa misura anche pittoresco, quello che emerge dalle testimonianze che seguono; un mosaico nel quale, seguendo un unico motivo ispiratore, si compongono diversi colori. Una “tessera” per ogni Paese dell’Unione europea. Per tutti l’albero e la messa di mezzanotte. Grande “assente” sembra essere il presepio. S SANTA KLAUS. “Come in altri paesi cristiani, anche in Slovacchia l’avvento è un tempo di gioia e di preparazione al Natale con la corona con le quattro candele di cui ne viene accesa una ogni domenica” racconta Peter. La sera del 24 dicembre “tutta la famiglia è radunata attorno alla tavola decorata festosamente” accanto “all’albero di Natale addobbato con palline di vetro, candele e fili d’argento”, e “prima della cena si prega e si beve una bevanda speciale fatta di acqua, pepe e miele”. Dopo l’apertura dei regali “si va alla Messa di mezzanotte”. Per Lydia (GERMANIA) “in ogni casa vi è una corona dell’Avvento” e “ogni bambino ha il suo calendario con le finestrelle che si cominciano ad aprire il 1° dicembre”. L’attesa del Natale “viene addolcita dalla visita di San Nicola che durante la notte tra il 5 e il 6 riempie con dolci e noci le scarpe che i bambini hanno lucidato e messo fuori della porta”. A portare invece i regali la sera del 24 dicembre “è il bambino Gesù”. LA SEDIA DI LUCA. In UNGHERIA “a partire dal 13 dicembre si comincia a costruite la sedia di Luca (che in ungherese significa “Lucia”, in onore alla santa, ndr); una sedia a tre zampe fatta di tredici pezzi di legno di nove tipi diversi, aggiunti uno alla volta giorno per giorno, e che viene completata il 26 dicembre, festa di Santo Stefano” racconta Diana. Portata in chiesa, secondo la tradizione “salendoci sopra si può rilevare l’eventuale presenza di una strega”. Nelle usanze magiare rientra anche “il gioco di Betlemme”. Alcuni giorni prima di Natale, spiega Diana, “i bambini si travestono, prendono degli strumenti musicali e girano per il paese passando di casa in casa e cantando la storia della nascita di Gesù. La gente, in cambio, dona loro farina o latte con cui le madri preparano dei dolci”. La vigilia di Natale Diana va con i suoi amici all’ospedale a trovare malati ed anziani: “Portiamo i nostri strumenti, distribuiamo regali e suoniamo in ogni stanza; così possiamo arrecare un po’ di gioia a queste persone e prepararci al Natale”. LA PAROLA AGLI ANIMALI. “Un tempo di calma e di riflessione durante il quale la gente digiuna ogni venerdì, va in chiesa, si confessa e pulisce a fondo le case”. Così in Lituania, secondo le parole di Raimunda, si vive l’Avvento. La sera del 24 dicembre, racconta, “tutta la famiglia si raduna per la cena che viene preceduta da una preghiera. Tradizionalmente si portano in tavola dodici pietanze diverse che rappresentano i dodici mesi, ma non si mangiano carne, latte o uova. A tavola si prepara sempre un posto in più, per i parenti morti, e dopo cena si lascia la tavola apparecchiata secondo l’usanza che durante la notte verranno gli spiriti a cenare”. “Tutti insieme si va alla Messa di mezzanotte mentre, secondo l’usanza, nelle stalle gli animali si mettono a parlare, ma non è permesso agli uomini di ascoltare ciò che dicono”. I DEFUNTI. “Nel mio Paese, la POLONIA, in segno di riconciliazione e di gioia la vigilia di Natale si spezza in ogni famiglia un pane simile a una cialda, che noi chiamiamo ‘opatki'” racconta Anna; “il pensiero va quindi ai defunti, per i quali si apparecchia simbolicamente un posto a tavola in più, e a tutti coloro che non hanno una casa”. “La cena di Natale è un momento di grande festa dopo il digiuno di tutta la giornata – spiega Anna – e sotto la tovaglia si mette un po’ di fieno a ricordo dalla mangiatoia dove è stato deposto Gesù”. Durante la messa di mezzanotte “la gente canta così forte da far quasi crollare la chiesa”. Nella REPUBBLICA CECA, fa sapere Hana, la corona dell’Avvento, spesso fabbricata in casa, “è diffusa perfino nelle scuole e negli uffici”. “Nelle ultime due settimane di Avvento – sono ancora parole di Hana – le famiglie cominciano a cuocere i biscotti e i dolci tipici, gli ‘stollen'” mentre “nelle parrocchie fervono le prove per la recita sulla nascita di Gesù che i bambini metteranno in scena in chiesa il giorno di Natale”.