La questione della candidatura europea della Turchia, al centro dell’ultimo Vertice dell’anno dei capi di Stato e di governo del nostro Continente, monopolizza l’attenzione dei principali quotidiani internazionali europei. “L’Unione europea è pronta a dire ‘sì’ alla Turchia, ma anche ‘ma’”, è il titolo di apertura dell’ Herald Tribune (16/12) .”Con una decisione sulla Turchia di solo poche ore fa riferisce Graham Bowley il Parlamento europeo ha votato mercoledì di aprire i negoziati ‘senza indebito ritardo’. Ha votato, con 407 sì contro 262 no e 29 astensioni, la risoluzione, che non è vincolante ma non dimeno influenzerà la linea dei leader all’inizio del summit”. Sulla questione turca a come banco di prova per il “multilateralismo” europeo si sofferma invece lo stesso autore, nell’edizione del quotidiano americano del giorno precedente (15/12), sottolineando soprattutto l’insistenza di quello che Bowley definisce il “circolo” cristiano, in un momento in cui “molti europei cedono di stare assistendo alla mancanza di una società multiculturale in Europa”. “L’Europa si appresta ad aprire le sue porte la Turchia”, si legge in prima pagina su Le Monde (15/12), in cui si ricorda che “l’integrazione della Turchia non potrà avvenire prima del 2015”. “I sostenitori dell’adesione vogliono favorire il dialogo con l’Islam”, è il titolo di un articolo firmato da Thomas Ferenczi nelle pagine interne, in cui si osserva che “nel momento in cui l’Unione europea sia appresta a dare il suo semaforo verde all’apertura delle negoziazioni con la Turchia, uno dei principali argomenti avanzati dai sostenitori dell’adesione è di ordine geostrategico”. “La libertà religiosa, un test perla Turchia”, è invece il titolo di apertura di La Croix, dove Bruno Frappat firma un editoriale in cui si interroga su “passato, presente, futuro” della questione turca. “Non è il passato europeo che viene messo in questione, né il suo presente, ma il suo avvenire”, sostiene Frappat, secondo il quale “quando la memoria si interrompe troppo presto, può compromettere il futuro e scoraggiarlo. Sei si potesse provare che la Turchia, mai e poi mai, sarà capace di rispondere ai criteri dell’Unione, non si vede perché, in effetti, aprirgli la porta delle negoziati. Ma chi può provare il futuro”. Anche i commentatori tedeschi si occupano diffusamente delle vicende legate alla Turchia e all’Ue. Su Die Welt (15/12) Michael Stürmer osserva: “ O la Turchia ottiene ciò che il governo turco vuole ad ogni costo: l’ingresso nell’Ue, … oppure ci sarà discordia tra Europa e Turchia con immense ripercussioni sul Patto atlantico, sull’Ue, sulle geometrie del potere del Medio oriente e sui tre milioni di turchi in Germania“. La Frankfurter Allgemeine Zeitung pubblica, tra le altre, le opinioni dell’ex cancelliere Helmut Kohl, il quale prevede che “ la Turchia non ottempererà i criteri di Copenhagen per l’ingresso in qualità di Paese membro ordinario. Ciò che sarà determinante“, aggiunge, “ è che l’esame si svolga in modo serio, verificabile e aperto ad ogni risultato. Ciò richiederà almeno 10-15 anni. Fino ad allora, molti di coloro che si dichiarano a favore per l’ingresso della Turchia, non saranno più in carica. Me sarebbe ingiusto e sleale nei confronti della Turchia, se oggi alcuni promettessero l’ingresso nell’Ue, ben sapendo di non poter mantenere la promessa e di non poter ottenere il consenso dei loro Paesi“. Il settimanale Der Spiegel (13/12) analizza la situazione dal punto di vista di Erdogan: “ Un carico quasi opprimente di aspettative da parte dei suoi connazionali accompagna Erdogan nel suo viaggio a Bruxelles, mentre nella sede centrale dell’Ue lo aspetta un campo minato diplomatico. […] Con la leva dell’Europa, in due anni Erdogan ha scardinato il suo Paese, marginalizzato l’opposizione, mettendo con le spalle al muro l’esercito e le “oligarchie burocratiche” nei settori della giustizia e dell’amministrazione. Secondo gli ultimi sondaggi, oltre tre quarti dei turchi vogliono entrare nell’Ue. L’Europa è il cemento su cui si basa il suo potere“. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1350 N.ro relativo : 90 Data pubblicazione : 17/12/2004