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La sfida ed il dono ” “

18 dicembre: Giornata del Migrante. Un documento delle Chiese europee” “” “

“È giusto sperare in sforzi di integrazione da parte dei migranti, ma sono necessari anche quelli di tutta la società. Il rispetto dei diritti umani dei migranti è la chiave per una integrazione riuscita”. Lo scrive la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) in un comunicato diffuso il 15 dicembre in cui presenta il documento “Integrare i migranti – Integrare le società” redatto in occasione della prossima Gionata del Migrante che si celebrerà sabato 18 dicembre. Realizzato di concerto con la Caritas Europa, con la Commissione delle Chiese presso i migranti in Europa (Ccme), con la Commissione cattolica internazionale della Migrazione, con il Servizio per i rifugiati dei Gesuiti e con il Consiglio dei Quaccheri per gli affari europei, il documento “propone un approccio globale alla politica di integrazione che dovrebbe dare – si legge – priorità all’importanza di una partecipazione civica dei migranti, a misure rapide di integrazione, alla protezione della vita familiare, al dialogo interreligioso ed interculturale e allo sviluppo dei programmi di formazione affinché i migranti possano accedere al mercato del lavoro”. Presentiamo una sintesi del documento. Rispetto dei diritti. Secondo le Chiese “i diritti dei migranti sono le chiavi per una loro corretta integrazione. Sforzi, in questo senso sono da attendersi sia dagli stessi migranti, per inserirsi al meglio nelle loro nuove società, sia da queste ultime chiamate a garantirne il rispetto”. A riguardo i firmatari del testo chiedono che “la Convenzione internazionale per la protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, in vigore da metà del 2003, sia un mezzo necessario per fronteggiare la sfida della migrazione internazionale”. Perciò “gli Stati dell’Ue e tutte le altre nazioni europee sono chiamate a ratificarla e ad adattare le proprie leggi a questi standard. Incoraggiamo – scrivono le organizzazioni – la Commissione europea alla ratifica del testo”. integrazione, un processo di cambiamento. “L’integrazione dei migranti è diventato uno dei temi principali nell’agenda politica europea per questo – si legge nel documento – le Chiese auspicano che le politiche di integrazione siano coordinate e migliorate. Non si può prescindere, poi, da strumenti necessari per accedere al mercato del lavoro, per avere una casa adeguata e competenza linguistica sufficiente. Ma soprattutto l’integrazione chiede la partecipazione civica dei migranti e delle società che li accolgono. Misure di integrazione dovrebbero essere attivate al più presto, già prima o durante l’arrivo dei migranti, soprattutto per quelli che godono della status di rifugiati”. Altro aspetto messo in rilievo dal testo riguarda la vita familiare, “da proteggere e non limitare” specialmente quando si tratta di ricongiungere nuclei familiari. DIALOGO INTERRELIGIOSO E INTERCULTURALE. Sono due “fattori importanti di integrazione da sviluppare poiché attraverso essi i cittadini ed i nuovi venuti possono conoscersi e scambiarsi idee e valori, scoprire differenze e cose in comune”. Tuttavia, rimarcano gli autori del testo, “siamo preoccupati dalla maggiore attenzione che si presta ai casi di integrazione mancata piuttosto che a quelli di integrazione riuscita. I problemi a scuola mostrati da figli di migranti, per esempio, sono trattati come se fossero collegati alla loro condizione di immigrati piuttosto che alle condizioni sociali in cui versa la famiglia”. Allo stesso modo, “di fronte a crimini commessi da cittadini immigrati si tende a combatterli con leggi speciali piuttosto che con la legge ordinaria, con il risultato di raddoppiare le pene per lo stesso crimine”. “Come organizzazioni cristiane – conclude il documento – ci sentiamo fortemente impegnati nella difesa della dignità umana e nella promozione della solidarietà verso gli stranieri. Integrarli significa cambiare la società, l’integrazione è una sfida ed un dono che richiede coraggio”. Gran Bretagna: Chiese in rete per i rifugiati “Le Chiese sono chiamate a ricordare ai cittadini britannici che la cultura e la vita del loro Paese è stata fortemente arricchita dai migranti che qui sono giunti”. Ad affermarlo è la Rete delle Chiese per i rifugiati (Churches refugee network) dopo un incontro, il 13 dicembre, in cui è stato illustrato il rapporto “Migrazioni e sviluppo” che prende in esame anche la riduzione delle povertà. “Va incentivata – si legge in una nota – anche una migrazione ‘circolare’ (o time-limited) per consentire ai migranti di acquisire nei Paesi ospitanti competenze da mettere a servizio dei Paesi di origine”.