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16 e 17 dicembre l’atteso Vertice dei Capi di Stato e di Governo” “” “
La definizione dei rapporti tra Unione e Turchia; il bilancio annuale e le prospettive finanziarie dell’Ue; il programma di lavoro della Commissione Barroso; una strategia comune contro il terrorismo; la lotta alla droga… C’è di tutto nel calendario dei lavori della comunità dei Venticinque, che sta vivendo l’ennesima settimana decisiva. A Strasburgo è in corso (13-16 dicembre) la sessione plenaria del Parlamento, mentre a Bruxelles si sono dati appuntamento (16-17 dicembre) i premier per il consueto vertice di fine anno. Rapporti con la Turchia: i giochi sono aperti. Il Parlamento è chiamato a fornire un parere sulla questione dell’apertura dei negoziati con la Turchia, come ha già fatto la Commissione due mesi or sono. Dal canto suo la commissione per gli Affari esteri si è già espressa in senso favorevole, “purché il Paese proceda sulla via delle riforme economiche e sociali” e “garantisca il rispetto dei diritti umani e delle minoranze”. Quindi il Consiglio europeo cui spetta l’ultima parola “dovrebbe aprire i negoziati, senza predeterminarne l’automatica adesione”. La presidenza di turno dell’Ue, che spetta ai Paesi Bassi fino al 31 dicembre, ha elaborato un documento che verrà sottoposto agli altri governi. Resta incerto l’esito della riunione in quanto alcuni Paesi sono propensi al varo delle trattative, così da accelerare le riforme di Ankara; altri insistono affinché sia prima risolta la questione cipriota, e senza peraltro fissare una data di adesione. Altri ancora punterebbero a una partnership rafforzata con la Turchia, escludendo per ora l’avvio dei negoziati. Bulgaria e Romania in dirittura di arrivo. Lo stesso Consiglio – presieduto dall’olandese Jan Peter Balkenende – dovrebbe fornire parere favorevole all’adesione di Bulgaria e Romania nel 2007 (è d’accordo anche il Parlamento), pur insistendo affinché i due Stati proseguano le riforme avviate. In particolare alla Romania verrebbe chiesto di insistere nella riforma della giustizia e della pubblica amministrazione, “anche per combattere il fenomeno della corruzione”. Il vertice dovrebbe inoltre esprimersi sulla domanda di adesione avanzata dalla Croazia, cui è già stato riconosciuto lo status di “candidato”. Al summit è stato invitato il segretario generale Onu, Kofi Annan, per uno scambio di vedute su temi di politica internazionale. Terrorismo e droga sono altri due argomenti posti in discussione. Braccio di ferro sulle prospettive finanziarie. In aula a Strasburgo è giunto il Bilancio 2005, approvato in seconda lettura dalla competente commissione. Le risorse saranno limitate a 106,3 miliardi di euro, ma “il finanziamento delle priorità definite dal Parlamento è garantito”. Le due istituzioni responsabili dei conti comunitari, Parlamento e Consiglio, hanno dunque raggiunto un compromesso, che riguarda settori di prima rilevanza come l’agricoltura, le azioni strutturali, le politiche interne ed esterne e gli aiuti di preadesione. A questo proposito sono stati inscritti a bilancio 120 milioni di euro “per promuovere lo sviluppo economico delle comunità turco-cipriota”, mentre “il finanziamento previsto per la Croazia è stato portato a 105 milioni di euro”. Fra Strasburgo e Bruxelles prosegue invece il braccio di ferro sulle prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013, tema sottoposto al summit dei capi di Stato e di governo. A questo riguardo, l’eurodeputato polacco Janusz Lewandowski, presidente della commissione per i Bilanci, ha spiegato che “se l’Unione intende diventare un attore protagonista della scena mondiale, i programmi comunitari devono continuare a essere dotati di fondi sufficienti per raggiungere gli obiettivi ambiziosi che ci siamo fissati”. Durante la sessione dell’inizio di dicembre, l’emiciclo aveva votato una risoluzione rivolta al Consiglio stesso, secondo la quale il Parlamento non era disposto “ad adottare nuove prospettive finanziarie se queste non garantiscono il finanziamento delle politiche per una maggiore integrazione e coesione dell’Ue”. Premio Sakarov ai giornalisti bielorussi. Nell’emiciclo sono risuonate le parole “libertà”, “democrazia” e “diritti umani” durante la cerimonia di consegna del Premio Sakarov per la libertà dello spirito, assegnato quest’anno all’Associazione bielorussa della stampa. La presidente Zhanna Litvina ha ricevuto martedì il riconoscimento (50mila euro) dal presidente Josep Borrell. L’associazione opera a favore dell’indipendenza dei media in Bielorussia offrendo assistenza giuridica e monitorando le violazioni della libertà d’espressione e pubblicando le sue analisi su un sito internet.