“Chiediamo ai politici credenti di difendere i più poveri della società mentre ci impegniamo come religiosi a favorire un consumo responsabile”. È stato ribadito durante le Giornate dei delegati di Giustizia e Pace delle Congregazioni religiose che aderiscono alla Confer (l’Unione spagnola dei religiosi e delle religiose), durante un incontro che si è svolto nei giorni scorsi a Madrid. I 160 partecipanti (tra cui molti laici) hanno denunciato “le gravi situazioni di ingiustizia e violenza del mondo attuale che pesano sui più deboli e sugli impoveriti”, criticando duramente “la barbarie dell’attuale sistema neoliberale, in cui la vita dei popoli conta solo nella misura dei loro ‘conti'”. I religiosi hanno ringraziato la testimonianza di “uomini e donne che rimangono nei luoghi di conflitto con il loro lavoro silenzioso e umanitario”. Anche “le nuove tecnologie hanno osservato – ci offrono opportunità per creare una unica famiglia umana unita e in pace”. I religiosi si sono impegnati pubblicamente a “denunciare situazioni di ingiustizia presso gli organismi competenti”, a “sollecitare trasparenza negli organismi internazionali”, “dare accesso universale all’educazione” e cercare di fare in modo che “il commercio internazionale funzioni in maniera giusta in rapporto ai paesi poveri”. I delegati di Giustizia e Pace hanno intenzione di promuovere la Banca Etica e di favorire “il lavoro comune interreligioso per la giustizia e la pace”.