Anche quest’anno la Caritas francese ha pubblicato un rapporto statistico sulla povertà in Francia ed ha consegnato, martedì 16 novembre, il documento al primo ministro Jean-Pierre Raffarin, in occasione di una sua visita al Centro di accoglienza e inserimento sociale (Chrs) creato e gestito nella Cité Notre Dame di Paris dalla Caritas. Il rapporto è stato riconosciuto dall’Osservatorio nazionale della povertà e dell’esclusione sociale come “un contributo reale alla conoscenza delle situazioni di precarietà, marginalità ed esclusione in Francia”. Dai dati emerge che nel 2003, la povertà in Francia non è diminuita. Anzi, si è aggravata prendendo forme nuove. L’analisi per regione che accompagna il rapporto generale lo conferma. Lo scorso anno, le Caritas francesi hanno accompagnato 1,6 milioni di persone in situazione di precarietà, pari al 2,5% della popolazione francese. Il 13% non aveva alcuna risorsa, il 42% viveva con gli aiuti sociali, l’80% si trovava sulla soglia della povertà. Il rapporto presenta novità interessanti circa le cause delle nuove povertà. Primo fra tutti, il lavoro precario ovvero i contratti a tempo determinato, interim, a tempo parziale, il lavoro stagionale, l’impiego a basso costo. Né attivi, né disoccupati, questi lavoratori precari hanno dato quest’anno il titolo al rapporto Caritas: “France précaire”.