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Il reciproco rispetto” “

Lettera aperta dei vescovi.” ” Un Consiglio per il dialogo” ” interreligioso” “

Dopo l’omicidio del regista Theo Van Gogh, il 2 novembre, si sono verificati nei Paesi Bassi numerosi attacchi a edifici musulmani, ma anche a scuole e chiese cattoliche. Il pomeriggio del 10 novembre, ad Eindhoven, è stato appiccato un incendio a una scuola cattolica e una classe ha preso fuoco. Sempre mercoledì c’è stato una marcia silenziosa per protestare contro l’incendio ad una scuola elementare islamica a Uden, che il giorno prima era stata quasi interamente distrutta. Il primo ministro Jan-Peter Balkenende si era recato nella scuola la mattina stessa e aveva esortato gli olandesi a non farsi coinvolgere nella spirale della violenza. In questo turbato clima sociale l’11 novembre i vescovi olandesi hanno diffuso una ” lettera aperta”. Dialogo con i musulmani. Stretti contatti tra i musulmani e i non musulmani in Olanda” sono stati auspicati dai vescovi olandesi “per raccogliere tutte le forze che possono contribuire al perseguimento del bene comune”, questo si legge in una lettera aperta alla società olandese, diffusa l’11 novembre ad Utrecht dalla Conferenza episcopale olandese. “I vescovi olandesi, nella loro assemblea del 9 novembre, hanno deliberato l’istituzione di un Consiglio per i dialogo interreligioso” per “rafforzare il dialogo della Chiesa cattolica con le religioni non bibliche nel nostro Paese”. Assume un significato particolare che sia stato deliberato proprio in questo momento. “Dopo la morte del regista Theo van Gogh, assassinato in maniera crudele – scrivono i vescovi – vediamo come un’attenzione negativa si stia addensando sullla comunità musulmana in Olanda. È tenendo conto di questa situazione sociale”, si legge ancora, “che scriviamo questa lettera aperta alla società olandese, affinché essa possa essere, restare, e diventare sempre più una società dove vige il rispetto reciproco”. “La società multiculturale e multireligiosa nel nostro Paese pone domande che ci sono estranee, molte cose buone ne sono derivate, altre questioni rimangono ancora senza riposte.” Il terrorismo fondamentalista. È un riferimento chiaro quello che i vescovi fanno al terrorismo fondamentalista, “sostenuto soltanto da un piccolo gruppo di estremisti. La stragrande maggioranza dei musulmani, continuano, “aborriscono i fatti di sangue”, con un riferimento al regista Theo van Gogh. “La comunità musulmana dovrebbe però chiedersi se decide con chiarezza tra un’interpretazione vera o falsa del Corano. Anche nel Cristianesimo si sono commessi errori richiamandosi al Vangelo” . La tolleranza come coesione sociale. I vescovi chiedono poi a tutte le componenti della società olandese un comportamento discreto nei rapporti reciproci e viene fatto riferimento esplicito al regista Van Gogh, che aveva fatto “della polemica, dell’insulto e della provocazione” una modalità di espressione. Adesso vengono auspicati dei “paracolpi per il dibattito pubblico”. Nessun tipo di provocazione è comunque grande abbastanza, “da giustificare violenza e omicidio”. “Una società che non tollera dissidenti dimostra debolezza e non forza”, scrivono testualmente i vescovi nella lettera ma, viene avanzato il dubbio se il diritto fondamentale dell’uomo ad esprimere liberamente la propria opinione possa spingersi fino al punto di schernire ciò che altri considerano sacro. “La risposta a questo”, leggiamo “non si trova nelle leggi ma soltanto nella coscienza del singolo”. “vocazione alla moderazione”. Adducendo il filo conduttore dell’integrazione dei musulmani, i vescovi respingono il compito di “pretendere un parere morale o ideologico”, in quanto esso “sarebbe in contraddizione con il diritto fondamentale della libertà di espressione e di opinione. Il diritto penale offre infatti possibilità di sanzioni sufficiente a proteggere dai passi falsi”. Ricordano poi che la convivenza di religioni diverse in Olanda è una realtà presente già dal diciannovesimo secolo e che in passato anche i cattolici venivano classificati come cittadini di seconda classe. Da questo fatto storico emerge una disposizione alla moderazione”. Il Consiglio delle chiese si appella al dialogo. Anche il Consiglio olandese delle Chiese fa un appello al dialogo. Dal 16 novembre è stato attivato un numero telefonico di assistenza, attivo dalle 9 alle 21, per dare l’occasione a quei cittadini che, spaventati dai recenti episodi di violenza verificatisi nel Paese, di contattare esponenti delle chiese cristiane o musulmani.