Il patriarca Maksim, capo della Chiesa ortodossa bulgara, celebra il suo 90° compleanno e diventa il primate ecclesiale più anziano. La sua figura controversa rimane nella storia bulgara per il suo ministero patriarcale durato 33 anni, svoltosi soprattutto durante il regime comunista. Per l’evento si sono svolte grandi celebrazioni in Bulgaria, alla presenza del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, e di rappresentanti di tutto il mondo ortodosso. Sua beatitudine Maksim riceverà anche il più alto premio statale, che gli sarà consegnato dal Presidente della repubblica, per il suo grande contributo alla vita spirituale del popolo bulgaro. Una lettera di auguri gli è stata inviata anche da Giovanni Paolo II. Il Papa lo aveva incontrato nel 2002 durante la sua visita in Bulgaria. Nel suo saluto al patriarca bulgaro, il patriarca Bartolomeo ha sottolineato il ruolo di Maksim per la chiesa ortodossa locale durante il regime comunista. Ad avviso di Bartolomeo egli “è anche un esempio di vita monastica e cristiana”. Il culmine delle celebrazioni è stato durante la solenne celebrazione eucaristica nella cattedrale patriarcale dedicata al Santo Alessandro Nevski. “All’epoca tante persone morivano, ma era ancora più difficile capire come vivere e svolgere il proprio ministero”, ha raccontato in un’intervista rilasciata alla tv nazionale il patriarca Maksim, riferendosi ai giorni del comunismo. Era stato accusato, dopo la caduta del regime, di aver collaborato con il partito comunista e il suo presidente. In Bulgaria si era addirittura creato un sinodo alternativo, con un secondo patriarca. Adesso però la situazione si è tranquillizzata. “Ho sempre messo gli interessi della Chiesa prima di tutto – continua il capo della chiesa ortodossa bulgara – anche se ho vissuto dei momenti molto difficili”.