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Rispettare la vita” “” “

Si fa sempre più acceso il dibattito, in diversi Paesi europei, sui temi bioetici, in particolare sulla procreazione assistita e in materia di ricerca sulle cellule embrionali. È di questi giorni la notizia che in Spagna è stato approvato un decreto che facilita la “legge di riproduzione assistita” che prevede, tra l’altro, l’uso per la ricerca di embrioni congelati soprannumerari. Il prossimo 28 novembre la Svizzera voterà un referendum sulla ricerca su “cellule staminali embrionali”. In entrambi i casi le Conferenze episcopali hanno preso posizione ribadendo la necessità di rispettare la vita in ogni sua fase. Spagna: legge su procreazione assistita. Il decreto che elimina gli ostacoli burocratici alla “Legge di riproduzione assistita”, approvato il 29 ottobre dal Consiglio dei ministri spagnolo “contraddice con la dignità dell’uomo e il suo diritto alla vita”: è il parere dei vescovi spagnoli, che in una nota ufficiale ribadiscono la loro posizione in materia di ricerca sulle cellule embrionali. Il nuovo decreto stabilisce infatti i criteri per cui gli embrioni congelati “in eccesso” possono essere utilizzati dai ricercatori. “La produzione di esseri umani in laboratorio – sottolineano – indipendentemente dai suoi fini, contraddice con la dignità della persona ed è eticamente inammissibile”. Anche la sperimentazione “con questi esseri umani ‘in eccesso’ all’interno dei processi di fecondazione – aggiungono – è un attentato contro la dignità personale”, perché “l’embrione umano merita il rispetto dovuto alla persona umana”. Secondo i vescovi “questi esperimenti conducono implicitamente all’applicazione dei risultati alla clonazione a fini terapeutici”. A loro avviso sia la clonazione riproduttiva sia quella a fini terapeutici “attentano gravemente alla dignità della persona”. La Conferenza episcopale spagnola fa notare quanto invece “la ricerca con cellule madri provenienti da adulti sia una alternativa reale. È una strada fruttuosa di ricerca perché non implica nessun problema di tipo etico e ha già raggiunto risultati che la Chiesa auspica e vede con speranza”. In sintesi: “Per nobile che sia il fine da perseguire, è moralmente inaccettabile la produzione, manipolazione e distruzione di embrioni umani. Mai si può strumentalizzare l’essere umano”. Per i vescovi “ricordare queste esigenze etiche della scienza non presuppone né apprensione né opposizione al progresso scientifico. Significa garantire che la scienza sia sempre al servizio dell’uomo e del suo vero progresso”. Svizzera: referendum su cellule staminali. Il 28 novembre 2004 il popolo svizzero sarà chiamato a votare sulla legge concernente la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Per l’occasione il presidio della Conferenza dei vescovi svizzeri ha diffuso una nota per ribadire il “no” della Chiesa svizzera “alla ricerca sulle cellule staminali embrionali” ed un volantino per spiegare alla popolazione che cosa sono le cellule staminali embrionali e per esporre le implicazioni etiche “troppo importanti per lasciare al solo Parlamento la responsabilità di deciderne”. “Il tema della votazione del 28 novembre prossimo – spiegano i vescovi – è delicato e molto importante e verte sulla questione se poter impiegare o no a fini scientifici le cellule staminali provenienti da embrioni soprannumerari”. Contro il progetto di legge è stato impugnato il referendum. Abitualmente, la Conferenze episcopale svizzera “non dà indicazioni di come votare. Tuttavia, nel caso presente si tocca un tema bioetico fondamentale che riguarda la questione della dignità e dell’intangibilità della vita umana”. Il presidio dei vescovi svizzeri si vede perciò “indotto” a prendere posizione su questa complessa problematica ribadendo che “la legge concernente la ricerca sulle cellule staminali embrionali è una legislazione inaccettabile”. I vescovi ricordano che la ricerca sulle cellule staminali adulte ha fatto “grandi progressi negli ultimi anni” e non recando “danno alla persona” rappresenta “un’alternativa eticamente accettabile”. No invece “per motivi etici” all’attuale progetto di legge, perché, spiegano i vescovi “permette l’impiego – e perciò la soppressione – di embrioni a fini scientifici. Alla Conferenza episcopale svizzera sta a cuore la ricerca medica ed essa appoggia perciò la ricerca, più promettente, sulle cellule staminali adulte”.