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Il confine della libertà” “” “

Il dibattito e le polemiche nate in questi giorni sul ruolo e la presenza dei cattolici in Europa hanno riproposto il tema della “marginalizzazione” della fede religiosa all’interno dei Venticinque. Alla vigilia della firma del Trattato costituzionale europeo (Roma, 29 ottobre), i cristiani hanno il diritto di esternare i valori in cui credono o questi “disturbano” l’Europa liberale? Presentiamo una nota di mons. Andrej Saje , segretario generale e portavoce dei vescovi della Slovenia. La dottrina della Chiesa è motivo di disturbo e inquietudine per l’Europa liberale, si vuole mettere a tacere la sua voce e dirle che non ha il diritto di parlare, neanche quando si tratta delle questioni fondamentali dei valori che mettono in gioco il futuro dell’Europa? Di fronte all’aperta violazione della dignità umana e dei valori cristiani, noi cristiani, ai quali Cristo ha affidato l’annuncio del Vangelo da diffondere in tutto il mondo, possiamo rimanere indifferenti? Possiamo tacere e ritirarci dall’arena pubblica? Spesso anche nell’opinione pubblica slovena l’insegnamento e la difesa della dottrina cristiana provocano accuse di intolleranza della Chiesa Cattolica nei confronti di qualche gruppo, le cui opinioni – rispetto ai valori cristiani e sociali tradizionali – non sono conformi alla dottrina della Chiesa stessa. In questo modo vorrebbero isolare i cristiani e limitare il diritto fondamentale di confessare pubblicamente la fede. Sullo sfondo del rifiuto della dottrina cristiana c’è il concetto di libertà umana come qualcosa di assoluto, nel senso che l’uomo se la delimita da solo. L’uomo, vincolato dalla legge naturale ovvero morale, nel suo cuore percepisce che questi limiti tuttavia ci sono. Il confine della libertà umana in ogni caso è la libertà del prossimo. Secondo l’insegnamento della Chiesa, l’uomo non è libero in senso assoluto. L’uomo è libero e al contempo responsabile dei suoi atti. La sua libertà consiste nella possibilità di decidere liberamente di realizzare il proprio ideale spirituale e morale, per il quale gli è stata data la vita. Non siamo venuti al mondo solo per soddisfare i bisogni biologici e fisiologici di ogni giorno, ma la nostra missione è legata soprattutto al mondo soprannaturale. Molte questioni sono oggetto di trattative e compromessi, ma alcune, come i valori, restano inviolabili. L’uomo non è Dio e perciò deve rispettare l’ordine della creazione. La famiglia è un grande valore e proprio a causa della sua essenza e della sua missione è impossibile equipararne il valore a quello delle altre forme di convivenza umana. Questo vale anche per l’eutanasia e le diverse questioni di bioetica. Uno dei compiti importanti dei cristiani nella nuova Europa è l’impegno per la difesa della dignità umana dal concepimento alla morte naturale. In questo campo le opinioni si differenziano fortemente in base alla diversa concezione dei valori. La dignità umana non è solo nella libertà, ma anche nella libera accettazione di ciò che ci trascende e che il Creatore ha posto nel nostro cuore. I Presidenti delle otto Conferenze Episcopali dell’Europa centrale, che hanno sottoscritto il Messaggio finale della Giornata dei Cattolici a Mariazell in Austria a maggio di quest’anno, hanno sollecitato i fedeli, tra l’altro, ad una partecipazione attiva e responsabile nella società e hanno sottolineato che una nuova e migliore Europa non può essere costruita senza i cristiani. Il ruolo dei cristiani consiste specialmente nel radicarsi saldamente nel Vangelo, nel vivere concretamente secondo la fede e nel partecipare attivamente alla vita sociale.