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40° anniversario ” “della proclamazione ” “di San Benedetto Patrono d’Europa” “” “
“Messaggero di pace, realizzatore di unione, maestro di civiltà, e soprattutto araldo della religione di Cristo e fondatore della vita monastica in Occidente” questi i titoli con cui Paolo VI, nel Breve “Pacis nuntius” del 24 ottobre 1964, esaltava San Benedetto abate, salutandolo Patrono d’Europa. Benedetto, scrive Paolo VI, portò “con la croce, con il libro e con l’aratro il progresso cristiano alle popolazioni sparse dal Mediterraneo alla Scandinavia, dall’Irlanda alle pianure della Polonia… Fu così che egli cementò quell’unità spirituale in Europa in forza della quale popoli divisi sul piano linguistico, etnico e culturale avvertirono di costituire l’unico popolo di Dio”. La cerimonia di proclamazione avvenne il 24 ottobre 1964, in occasione della riconsacrazione dell’abbazia di Montecassino bombardata e distrutta durante la seconda guerra mondiale. Testimone di quella solenne cerimonia fu padre Notker Wolf , oggi abate primate dei benedettini, del quale pubblichiamo questo ricordo. Il 24 ottobre 1964 Paolo VI ha proclamato S. Benedetto Patrono d’Europa. Quando S. Benedetto fondò il monastero di Montecassino, non pensava certo che la sua esperienza potesse costituire le radici dell’Europa futura. Scrisse una Regola per i monaci basata sul Vangelo e sull’esperienza spirituale maturata in Egitto, in Siria, in Francia, in Italia e nell’Africa del Nord nei due secoli che l’avevano preceduto. I suoi monaci poi, seguendo le sue orme e vivendo i suoi principi, hanno contribuito all’evoluzione culturale verso l’Europa attuale, mediante i loro cenobi che si moltiplicavano man mano per tutto l’Occidente. Hanno predicato il Vangelo, hanno trasformato le regioni incolte e silvestri in zone amene di agricoltura, aumentando la produzione necessaria per il nutrimento della gente; con loro scrittori e con le loro scuole hanno contribuito alla sintesi tra fede cristiana e la tradizione antica.In un senso meno esteriore e più profondo S. Benedetto ha gettato soprattutto le basi per il rispetto dell’uomo. Non c’è differenza di provenienza, né sociale né etnica, perché, citando S. Paolo “ presso Dio non c’è distinzione di persone” (Rom 2,11; RB 2,20). La consapevolezza, profetica per quei tempi, della dignità della persona individuale con cui Dio ha creato ogni uomo e donna, spinse S. Benedetto non soltanto a rispettare bensì a servire i fratelli. Per far giustizia ad ogni individuo rifuggì qualsiasi ideologia e diventò esperto di quell’atteggiamento della discrezione, – “ madre delle virtù” -, che lo rese capace di una grande disponibilità. S. Benedetto, formato dal Vangelo gettò le basi per un umanesimo e un rispetto dell’essere umano, che è tratto caratteristico della mentalità occidentale.In tal modo contribuì alla prima evangelizzazione dell’Occidente. I monasteri attuali, meta di tante persone disorientate da un mondo secolarizzato, stanno diventando sempre di più centri spirituali e di dialogo. Che S. Benedetto possa essere anche il patrono di una seconda evangelizzazione dell’Europa,insieme ai SS. Cirillo e Metodio, patroni dell’Europa Orientale!L’Europa attuale sta subendo, infatti, una profonda trasformazione, e proprio per questo ha bisogno del Vangelo per trovare quel suo cammino che possa condurla verso la costruzione di un volto di società sempre più umana.Non bisogna trascurare che ormai i seguaci di S. Benedetto si trovano in tutto il mondo e le comunità monastiche stanno diventando un fermento del Vangelo, in questo mondo caratterizzato dalla globalizzazione, portatrici della pace, il motto da sempre scritto come auspicio e annuncio sulle porte dei monasteri. La proclamazione da parte di Paolo VI di Benedetto patrono d’Europa proprio a Montecassino ne è un emblema: Montecassino, che distrutto 60 anni fa è diventato simbolo dell’assurdità della guerra, della sfrenatezza di un mondo senza Dio, e, simultaneamente, simbolo di quella pace, che in quanto dono di Dio può nascere e rinascere perfino sulle macerie del passato.