Sono già più di mezzo milione le firme raccolte in Spagna per difendere l’ora di religione a scuola, “ma vogliamo arrivare ad un milione”. Lo ribadisce José Luis Sánchez, responsabile della formazione della Piattaforma nazionale che difende la religione a scuola. Il nuovo governo intende infatti spostare l’ora di religione al di fuori dell’orario scolastico e non vuole che entri nella media dei voti. Il mondo cattolico spagnolo si è mobilitato con numerose iniziative: diocesi che si organizzano sul web (ad esempio www.proreligionmalaga.org.) e organizzazioni come hazteoir.org, Conpaca (Confederazione Cattoliche Nazionale di Associazione di Genitori) o la Piattaforma Nazionale (www.vozclasereligion.org), sono scese in campo per lottare a favore della religione a scuola. La Piattaforma ha il supporto istituzionale di vescovi come il cardinale di Madrid, Antonio M.Rouco Varela o l’arcivescovo di Valencia, García Gasco. La campagna è ancora più attiva da quando si è saputo, il 30 settembre scorso, che il dibattito per discutere la Loce (Legge di ordinamento scolastico) è imminente. I difensori della religione suggeriscono di mandare una lettera al capo del governo Rodriguez Zapatero esponendo le ragioni della presenza dell’Area di società, cultura e religione a scuola. Per assicurarsi che la lettera arrivi hanno fornito anche la e-mail di Zapatero: jose.rodriguez@diputado.congreso.es