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L’Europa al centro” “” “

La 44ª Settimanale sociale ” “dei cattolici italiani” “” “

Durante la Settimana sociale dei cattolici italiani svoltasi a Bologna è più volte risuonato il termine “Europa” e costante è stato il riferimento a un rinnovato impegno dei credenti nel più vasto orizzonte sovranazionale. Così come era successo durante l’appuntamento dei cattolici francesi il mese scorso a Lille, il processo di integrazione comunitario si è confermato come un necessario elemento di valutazione e di confronto. VERSO LE SETTIMANE SOCIALI A LIVELLO EUROPEO? L’Unione europea era addirittura posta al centro della Settimana di Lille; a Bologna è stato il cardinale RENATO MARTINO, presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, a lanciare l’idea di istituire le Settimane sociali europee, riunendo periodicamente le medesime esperienze presenti in diverse nazioni. “Un’ottima idea, che conferma l’attenzione prioritaria che la Chiesa assegna al cammino verso l’unità europea”, ha spiegato al Sir mons. GIUSEPPE MERISI, rappresentante dei vescovi italiani presso la Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea). “Sarebbe anche un’opportunità in più per avvicinare i paesi che hanno appena aderito all’Ue, al ‘nucleo storico’ della comunità. Ho già avuto modo di manifestare queste mie convinzioni al card. Martino – ha precisato Merisi -, con il quale intendo approfondire la proposta, per poi portarla all’attenzione dei vescovi europei”. “Oggi c’è un grande bisogno di mobilitare i cattolici, di portarli a riscoprire la ricchezza della dottrina sociale della Chiesa e la sua pertinenza alle sfide che provengono dalle grandi trasformazioni in atto, in Europa e nel mondo”. Con queste parole NÖEL TREANOR, segretario generale della Comece, fa eco all’idea emersa a Bologna. “In diversi paesi, e cito ad esempio la Francia, la Germania, la stessa Italia, sono tradizionalmente presenti – ha dichiarato Treanor al Sir – momenti strutturati di dibattito tra i credenti, alla ricerca di idee, nuove categorie di pensiero e progetti su molteplici tematiche”. Del resto “una simile proposta era emersa tre o quattro anni or sono dal presidente della Comece, mons. Joseph Homeyer, che avvertiva l’urgenza di mettere a confronto i cristiani sui problemi che continuamente si presentano in un mondo tanto dinamico e complesso”. UE, UN ESEMPIO DI GOVERNO DELLA GLOBALIZZAZIONE. Ma l’Europa ha fatto capolino in diverse altre occasioni durante le relazioni e le tavole rotonde della Settimana sociale dei cattolici italiani. Così è stato nella prolusione del giurista FRANCESCO PAOLO CASAVOLA (“L’Europa, nella sua Costituzione, si è data il motto Unità nella diversità. Ma esistono forze e valori in grado di rendere reale e non utopica una tale coppia dialettica?”) e del commissario europeo MARIO MONTI, secondo cui “è essenziale il contributo che l’Ue può dare per guidare i fenomeni della globalizzazione e limitarne i rischi. Infatti l’Unione ha un modello istituzionale fondato sulla integrazione politica e sul coordinamento delle politiche economiche pubbliche. Inoltre essa è portatrice di una economia sociale di mercato nella quale il mercato è corretto nei suoi effetti da principi quali la solidarietà e la sostenibilità”. In questo senso “l’Europa è oggi la migliore alleata delle generazioni future”, purché sappia completare il proprio sistema istituzionale e acquisti “una posizione univoca e coesa sugli scenari internazionali”. INDIVIDUALISMO E “FRAMMENTAZIONE” NEMICI DELLA DEMOCRAZIA. HANNA GRONKIEWICZ-WALTZ, polacca, vice presidente della Banca europea per lo sviluppo e la ricostruzione, prendendo le mosse dagli avvenimenti seguiti alla caduta del muro di Berlino, ha raccontato: “Abbiamo subito imparato a nostre spese che la democrazia non era solo un esercizio di voto, ma occorreva creare un tessuto sociale dove i poteri e le relazioni erano equilibrate nel contesto di una società libera”. Individualismo e frammentazione sociale appaiono alla Gronkiewicz-Waltz tra i problemi principali di questo esordio di millennio, soprattutto se si intendono affrontare i nodi essenziali per lo sviluppo armonico degli Stati europei e dell’Ue nel suo complesso: “il diritto all’istruzione, l’assistenza sanitaria per le famiglie, una pensione adeguata per gli anziani”. Per evitare le “vuote promesse populistiche” di taluni governanti, si rendono però necessarie la “partecipazione popolare alla vita politica”, l’attuazione del principio di solidarietà “tra le persone e tra i popoli” e una “azione volta ad arrestare il declino demografico” dell’Europa. laici cristiani